L'annuncio della produzione Maserati di un "utility vehicle" costruito a Cassino ha riacceso la speranza. Intravedere l'arrivo di un investimento da 800 milioni di euro può far tirare un sospiro di sollievo dopo due anni di crollo della produzione e di cassa integrazione che, almeno per il 2020, non abbandonerà le famiglie del Cassinate.

Intanto, però, dopo le ultime indiscrezioni che aprono a un futuro meno cupo, si prova a riflettere anche sulla mobilità sostenibile. E sull'impatto che potrebbe avere in termini occupazionali. Proprio questo sarà oggi a Torino il cuore di un convegno organizzato dal Prc alle 14.30 alla casa del popolo "La Poderosa". Incontro a cui parteciperà, accanto ad Antonello Patta - responsabile nazionale lavoro Prc - anche l'rsu cassinate Giuseppe Di Pede nella veste di responsabile provinciale lavoro Prc.

«L'iniziativa nasce in primo luogo dall'esigenza di interloquire con i tanti lavoratori che di fronte alle crisi e ai problemi posti all'industria dalla transizione ecologica, si interrogano con preoccupazione sul proprio futuro. In particolare con i tanti lavoratori, del torinese e di diverse parti d'Italia su cui già impattano negativamente le scelte industriali di Fca, che temono gli effetti sulle produzioni e sull'occupazione dell'accordo Fca-Psa - spiegano gli organizzatori - Queste problematiche verranno indagate mettendo in relazione la situazione attuale di Fca e dell'automotive in Italia con le tendenze del mercato dell'auto e con l'evoluzione dei sistemi della mobilità dell'auto nella direzione della sostenibilità ambientale».

Gli obiettivi di fondo, continuano gli organizzatori, partono dalla volontà di delineare le linee per «uno sviluppo di una mobilità ambientalmente e socialmente sostenibile sorretta da modelli produttivi nei quali l'innovazione si coniughi con la qualità delle condizioni di lavoro e la salvaguardia dei livelli occupazionali; tratteggiare percorsi comuni tra soggetti sociali, lavoratori del settore in primo luogo, associazioni, forze politiche e sindacali in grado di determinare un intervento pubblico finalmente all'altezza delle esigenze del paese e delle sfide globali».

L'impresa è proprio quella di riuscire a coniugare innovazione con il rispetto dell'ambiente e al tempo stesso dei lavoratori. In un periodo di continui ricorsi alla cassa integrazione e a stop produttivi che si traducono in buste paga a dir poco falcidiate, riuscire a trovare un punto di congiunzione tra finalità e welfare appare davvero una grande sfida.