Nessuna riduzione di pena per gli Intoccabili. La Corte d'appello dopo il rinvio della Cassazione ha confermato in blocco le pene per i sedici imputati che avevano optato per l'abbreviato (per altri quattro la pena è definitiva). La Cassazione a settembre aveva stabilito che la sentenza era definitiva per il reato di associazione a delinquere, mentre aveva rinviato gli atti «limitatamente alla determinazione dell'aumento di pena per i reati in continuazione» con riferimento alle singole ipotesi di spaccio. Per il reato associativo ricorreva l'ipotesi «di una pena minima certa, non modificabile».

La questione era relativa all'applicazione della pena base per spaccio di sei anni come stabilito da un intervento della Corte costituzionale del 2019 e non di otto. Tuttavia, in aula è emerso che tale eccezione era già stata superata in primo grado. E che trattandosi di fatti relativi al 2012-2013, già all'epoca era stata applicata la norma più favorevole agli imputati. Da qui la decisione di mantenere invariate le pene.

E dunque 18 anni per Diego Cupido; 17 anni e 4 mesi per Valter Tarquini; 16 anni per Vincenzo Balbi; 15 anni e 4 mesi per Luigi Iaboni; 8 anni per Mario Iaboni, Roberto Pironi e Massimo Stirpe; 7 anni 2 mesi e 20 giorni per Alex Frattali; 7 anni e 8 mesi per Angela Pavia; 7 anni un mese e 10 giorni per Massimo Reffe; 6 anni e 10 mesi per Gionni Spada e Palma Spinelli; 6 anni per Emanuel Mingarelli; 5 anni e 6 mesi per Lorena Cupido. Tre anni, senza l'accusa di associazione, per Massimiliano Frattali e Rafal Aleksandrowicz, difesi dagli avvocati Tony Ceccarelli, Giuseppe Giansi, Marco Maietta, Bruno Naso, Fiorella Testani e Luigi Tozzi.