In dieci giorni è accusato di aver accumulato 26 ore si assenza ingiustificata dal lavoro. In pratica, timbrava il cartellino e passava gran parte del tempo fuori dall'ufficio, spesso in auto a guardare il tablet. È questa l'accusa costata il rinvio a giudizio per un dipendente del distretto B dell'Asl di Frosinone. Massimo Matassa, 58 anni, è imputato di truffa aggravata.

A incastrarlo una serie di servizi predisposti dai carabinieri di Frosinone che tra ottobre e novembre del 2018 hanno svolto uno specifico servizio. L'uomo, segnalato da fonti confidenziali, era stato pedinato. Così in dieci giorni secondo le accuse avrebbe accumulato 26 ore di assenza ingiustificata dal lavoro. Ore trascorre davanti al tablet seduto in macchina non lontano dall'ufficio sostiene l'accusa ma anche facendo commissioni personali perfino in qualche occasione rientrando a casa. Da qui era partita un'informativa in procura con anche richiesta di misura interdittiva nei confronti del lavoratore, misura che però il gip aveva respinto.

L'uomo, difeso dall'avvocato Angelo Testa, respinge le accuse. Ha sostenuto l'esistenza di contasti in ufficio e anche di precedenti azioni disciplinari che poi erano state impugnate e revocate. In più c'era stato il suo trasferimento ad altro incarico. Ma, nel nuovo ufficio era inutilizzato. A parte qualche servizio che gli veniva richiesto di tanto in tanto ha riferito il dipendente era parcheggiato senza che gli venissero affidate mansioni particolari. Questo svuotamento di mansioni l'aveva così indotto a uscire dall'ufficio secondo la tesi difensiva e a trascorre in altro modo il tempo. Motivo per cui la difesa ha eccepito l'assenza di un danno economico nei confronti della pubblica amministrazione.

Tuttavia il giudice per le udienze preliminari Antonello Bracaglia Morante su richiesta del pm Vittorio Misiti ha disposto il rinvio a giudizio richiamando la giurisprudenza recente in termini di danno derivante dalla lesione del rapporto fiduciario con l'amministrazione. L'Asl, rilevando l'ingiusto profitto della retribuzione percepita per le ore di assenza, si è costituita in giudizio come parte civile attraverso l'avvocato Massimo Colonnello.