Il sovraffollamento delle carceri nel Lazio è un dato costante. La denuncia proviene da Massimo Costantino, Segretario generale aggiunto della Cisl-Fns, che elenca numeri allarmanti. Infatti, l'esubero è di 1.319 detenuti sui 6.566 ospitati oggi nei 14 Istituti penitenziari laziali. Il dato, specifica il dirigente sindacale, è stato pubblicato sul sito del Ministero della Giustizia lo scorso 31 dicembre. Tutto questo di fronte a una capienza regolamentare fissata a 5.247 unità.

«Preoccupante è anche il fatto che nelle carceri laziali - specifica Costantino - risultano 1.209 detenuti in attesa di primo giudizio, fra cui 474 stranieri». Questi, invece, i numeri forniti dalla Cisl-Fns sul sovraffollamento carcerario: Viterbo (+152); Frosinone (+70); Civitavecchia (+181); Roma Rebibbia (+130); Roma Nc Rebibbia (+ 484); Roma Regina Coeli (+391); Velletri (+142); Latina (+ 65); Rieti (+77).

«Particolarmente critica la situazione a Rebibbia Nuovo complesso, Rebibbia femminile, Regina Coeli, Civitavecchia e Latina - sottolinea Costantino -  Purtroppo il quadro del settore nel Lazio non è roseo, considerato che le carenze organiche della Polizia penitenziaria non vengono coperte. La chiusura degli Opg ha causato ulteriori problemi di gestione, poiché dovevano essere realizzate strutture alternative. Senza considerare che alcuni istituti,risalenti addirittura all'epoca borbonica, sono ormai inadeguati».

Inoltre, come rileva il sindacalista, c'è anche un deficit dell'attività lavorativa causato dal sovraffollamento, dall'inadeguatezza edilizia delle strutture e dalla crescente carenza di risorse umane. Dunque, conclude Costantino, «si preferisce utilizzare rimedi tampone. Chiediamo da tempo al Ministero della Giustizia e al Dap soluzioni concrete, ma le risposte tardano»