Grande dispiacere per la comunità di Villa Santo Stefano: chiude lo storico forno di Pina e con esso se ne va un pezzo di vita e tradizione locale.

Un grande vuoto lascia alla comunità la serranda del negozio di via Lata abbassata per sempre. Un epilogo che molti speravano di non vedere mai. Purtroppo l'avanzare degli anni dei gestori e l'economia dei piccoli centri, che sempre più arranca rispetto al passo spedito delle grandi catene commerciali, hanno giocato un ruolo decisivo nel maturare della triste decisione. «Grazie di cuore a Pina Bartoli e famiglia per l'ottimo servizio reso al paese».

E' il coro unanime dei concittadini che, all'indomani della notizia, ricordano che si trattava di «un'attività che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per santostefanesi e forestieri. Tutti accolti con cortesia, cordialità e generosità dai titolari, cioè la signora Pina, l'indimenticabile Francesco e dal resto della famiglia. Valori solidali e qualità per una conduzione inappuntabile. Un esempio di buon commercio, al servizio di tutti».

Ora, in paese sarà più difficile sedersi a tavola sapendo di non poter gustare più le prelibatezze tipiche sfornate dalla signora Pina: i famosi giglietti , le pizze di granturco, il fallone, i croccanti, gli sfilatini, le ciambelle scottolate, la pizza battuta e soprattutto la famosa "massa" per i "crauioi", le ben note frittelle di Capodanno, apprezzati negli anni da tanti clienti.

Chissà se in tempi più fortunati i piccoli centri come Villa Santo Stefano potranno tornare ad essere una fucina di attività tradizionali apprezzate su tutto il territorio. Chissà se si potranno rivedere negozi, come quello gestito da Pina Bartoli.