La terra continua a franare a Colle Campano, sulla strada provinciale Sant'Angelo in Villa-Strangolagalli e la paura cresce tra i residenti, oltre allo sdegno perché dal primo smottamento, registrato sette anni fa, la criticità non è stata risolta.

Vista la situazione i proprietari dei fondi pericolanti hanno chiesto alla Regione Lazio, all'amministrazione provinciale, ai Comuni di Boville Ernica e Strangolagalli e ai vigili del fuoco di effettuare un nuovo sopralluogo, per la verifica dello stato dei luoghi e soprattutto della stabilità dell'area, finalizzata alla messa in sicurezza della circolazione stradale nonché al fine valutare l'opportunità di deviare il traffico sull'adiacente percorso alternativo, evitando così seri pericoli alla circolazione stradale. Chiesta, inoltre, una adozione urgente di ogni provvedimento utile per un sollecito intervento di consolidamento e risanamento della frana e dei terreni sovrastanti.

«Nel 2012, dopo un periodo prolungato di abbondanti precipitazioni, si verificò il primo imponente movimento franoso che causò il blocco stradale della provinciale Sant'Angelo in Villa – Strangolagalli per diversi giorni - ricordano i cittadini - Nel corso degli anni si sono susseguiti numerosi sopralluoghi da parte degli Enti competenti, rilasciando numerose relazioni, però un concreto intervento per evitare ulteriori smottamenti e pericoli per l'incolumità pubblica e privata, non sono ancora stati effettuati.

L'amministrazione provinciale anni fa ha ritenuto opportuno e necessario realizzare una variante al precedente percorso, della strada Provinciale S.Angelo in Villa - Strangolagalli creando in via Colle Campano un rettilineo in sostituzione di una serie di curve provvedendo al taglio netto della collina lasciando una ripida scarpata, di circa 20 metri di altezza».

I proprietari dei terreni ribadiscono che «le continue precipitazioni hanno determinato un aggravamento delle già precarie condizioni del dissesto idrogeologico in atto sulla strada provinciale S. Angelo in Villa-Strangolagalli e che sulla sovrastante collina ci sono fabbricati adibiti a civile abitazione e locali di pertinenza. Le imponenti infiltrazioni di acqua, provenienti dalla scarpata, che si ripetono puntualmente ad ogni precipitazione, causano il continuo scivolamento a valle di ulteriore terreno e mettono a rischio di ulteriori crolli l'intera area. Da ciò scaturisce un reale ed imminente pericolo per l'incolumità pubblica e privata, con seri pericoli per la circolazione stradale e pedonale».