Si è tornato a parlare del Sin del Fiume Sacco. Lo si è fatto, mercoledì scorso, in un incontro pubblico alla biblioteca De Sanctis, in cui sono state fornite le informazioni compiute sulle attività espletate e da espletare riguardanti le aree agricole ripariali oggetto della bonifica.

È bene ricordare che nell'Accordo di programma sottoscritto a marzo dello scorso anno erano state definite le priorità di intervento per la messa insicurezza, la caratterizzazione e le analisi del rischio, la bonifica e il recupero delle aree inquinate del Sin.

«Finalmente dopo "l'Accordo di programma" sottoscritto nel mese di marzo tra il ministro Sergio Costa, la Regione Lazio e il prefetto di Frosinone, Ignazio Portelli si è partiti con l'individuazione dei terreni ricadenti nel Sin, che saranno oggetto di carotaggi», commenta l'ex assessore all'ambiente dell'amministrazione Caligiore, Alessandro Savoni. «Nei 700 ettari compresi complessivamente nel Sin, 200 ricadono sul comune di Ceccano frazionati in circa 2.340 particelle che verranno sottoposte a 5 carotaggi a ettaro, mischiando i campioni dei prelievi e ottenendo un risultato. Questi 200 ettari sono la totalità della fascia ripariale interdetta che va dalla sponda del fiume per 100 metri lineari a destra e a sinistra.
La Regione, responsabile del procedimento, pare già aver stipulato convenzioni con Asl e Arpa Lazio,mentre si sta redigendo con Ispra il modello ideale di caratterizzazione spiega Questa tende a verificare principalmente i dati che già ci sono per il Sin e che ne hanno decretato la perimetrazione e l'interdizione degli stessi. Nel caso di risultati negativi all'inquinamento, decadrà l'interdizione dei terreni. Speriamo che non ci si perda nella lentezza e nella burocrazia degli enti, cosa che purtroppo si è già verificata con la mancanza del rispetto dei tempi stabiliti nel cronoprogramma».