All'ultimo giorno utile il Comune di Frosinone ha risposto al condominio che si oppone alla realizzazione della moschea in viale America Latina. Una risposta che, però, non soddisfa gli interpellanti. Nell'ambito del dibattito sull'ubicazione del luogo di culto degli islamici, all'indomani anche della pubblicazione, da parte del consigliere comunale Marco Ferrara, del frontespizio del progetto definitivo della moschea, il condominio aveva considerato incompleta la risposta dell'ente all'accesso agli atti e richiesto l'intervento del difensore civico regionale.

L'architetto Elio Noce, dirigente del settore Pianificazione territoriale e ambiente del Comune di Frosinone ha così risposto al sollecito del difensore civico. L'oggetto della comunicazione è lo "spostamento del centro religioso dell'associazione culturale islamica dislocato in località via Maria". Il dirigente fa riferimento come già in altre risposte a incontri preliminari tra le parti per ribadire che «allo stato le iniziali attività di istruttoria dell'ufficio non hanno dato luogo ad alcun procedimento urbanistico e/o edilizio».
Per cui non è nemmeno partita la fase di «avvio del procedimento per la partecipazione di "associazioni, interessati ed altri" per eventuali osservazioni e contributi». Si ribadisce insomma la «fase strettamente di studio prodromica a qualsiasi istruttoria di fattibilità tecnico urbanistico/ediliizia».

Quanto invece al progetto così come emerso dalle dichiarazioni del consigliere Ferrara, Noce ha voluto precisare che l'istanza della Ettuba onlus «è stata presa in carico direttamente dall'allora geometra responsabile del servizio edilizia privata e Sue ed assegnata ad istruttore tecnico-geometra del servizio edilizia privata e Sue per il solo aggiornamento archivio, per quanto sopra portata a conoscenza dello scrivente solo a seguito della divulgazione della stessa "istanza" con tutti i dati ed estremi sui quotidiani». Lo stesso Noce, però, approfitta della risposta per ribadire che, quanto alla lottizzazione confinante al lotto acquistato dalla comunità islamica, «che non risulta perfezionato il procedimento di collaudo delle opere di urbanizzazione, da realizzarsi a spese e cura del lottizzante all'interno dello stesso piano attuativo». Noce sottolinea che «il lottizzante (e per esso i suoi aventi diritto a qualsiasi titolo) dovevano cedere all'amministrazione comunale le previste aree con destinazione standard pubblico». Questo perchè con il successivo acquisto di un terreno da parte di Ettuba gli standard urbanistici della lottizzazione vicina sono venuti meno.

Va comunque aggiunto che, prima di Natale, c'è stato un incontro tra il sindaco e i rappresentanti dell'associazione islamica per vagliare una permuta in modo da realizzare il centro culturale islamico in un altro luogo della città tra la motorizzazione civile e l'ospedale o via Fabi o viale Portogallo o piazzale Europa. Tuttavia la risposta del Comune ha generato una controreplica dei condomini. Che hanno chiesto «i chiarimenti effettivamente richiesti in sede di ricorso, non ritenendo affatto tali quelli riportati in sede dell'odierna nota; in particolare come sia stato possibile affermare ad inizio settembre 2019 che gli atti del Comune (con il sindaco il quale era all'epoca, come tuttora, anche assessore all'urbanistica) e/o del settore competente non risultasse comunque alcuna richiesta di costruire una moschea, quanto invece già nel giugno precedente era stata protocollata presso lo stesso Comune apposita richiesta di approvazione del progetto definitivo per costruire una moschea!».

Per i condomini risulta «inspiegabile» che l'«istanza dell'associazione Ettuba possa essere stata conosciuta dall'architetto Noce solo quando la stessa sia stata divulgata dai giornali (cioè esattamente cinque mesi dopo il deposito della stessa presso il protocollo del Comune)». Contestata poi la violazione della privacy per l'invio della risposta da parte del Comune non solo ai condomini, ma anche a soggetti terzi.