Assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste per il capo ufficio tecnico di Supino Pietro Alessandrini. Era stato accusato di falso perché nel corso di un procedimento amministrativo, finalizzato all'ottenimento della sanatoria per un cittadino, avrebbe attestato falsamente che non c'era stato l'aumento di cubatura e che non era stato chiesto il parere alla Regione Lazio, perché non c'era alcun vincolo paesaggistico in zona. Ieri avanti al gup del tribunale di Frosinone, il funzionario comunale è stato interrogato e ha evidenziato la propria innocenza e soprattutto correttezza del suo operato.

Con documentazione alla mano, anche sulla normativa regionale, unitamente al proprio difensore di fiducia, l'avvocato Giampiero Vellucci, ha dimostrato che effettivamente il cittadino di Supino non aveva costruito abusivamente ampliando la volumetria del proprio immobile e soprattutto, nel caso di specie, non era necessaria l'autorizzazione della Regione perché i lavori di mero completamento dell'immobile non richiedevano la obbligatorietà del parere regionale. All'esito della Camera di consiglio il gup, accogliendo integralmente la richiesta dell'avvocato Vellucci, ha prosciolto il capo ufficio tecnico con la formula "perché il fatto non sussiste".

Si chiude in tal mondo una vicenda che era stata strumentalizzata da alcuni avversari politici dell'amministrazione che avevano chiesto, all'amministrazione stessa, di adottare sanzioni nei confronti del pubblico funzionario. I fatti risalgono al 2017 quando in procura è arrivato un esposto anonimo e oggetto dell'apposita informativa a cura del comandante del corpo della polizia municipale di Supino.