Ancora un incendio alla ex Videocolor, già teatro di roghi. Ieri mattina, poco dopo le 9, una colonna di fumo nero s'è levata da uno dei vecchi reparti sottoposti a lavori di sistemazione, facendo scattare i comprensibili timori per la salute. Il fumo, sprigionatosi dalla copertura del capannone 6 adiacente al grande parcheggio, ha provocato una colonna di fumo visibile a chilometri di distanza. Gli operai impegnati nei lavori, coordinati dalla nuova proprietà dopo l'acquisizione dall'Asi o da una successiva transazione, si sono subito attivati per spegnere l'incendio; nel frattempo sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri della compagnia di Anagni. L'autopompa è giunta sul posto quando ormai il fumo si era diradato. Sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale.

Lo stabilimento ex Videocolor, un complesso di diversi ettari coperti e una vasta area scoperta, venne assegnato a un imprenditore che rispose al bando dell'Asi. Il prezzo, circa un milione di euro, fu sicuramente l'elemento gratificante.
Subito dopo si è assistito all'offerta di lotti, sia in locazione che in vendita. La storia della Vdc ha segnato spesso episodi inquietanti, dallo sprofondamento dei magazzini dovuti all'effetto degli acidi sversati nel sottosuolo, alla presenza di polonio certificata e mai smentita. La serie di incendi, infine, è stata considerata un modo criminale per disfarsi di materiali e sostanze difficilmente smaltibili.

Mentre sindaci e amministratori locali se la prendono con gli automobilisti e dalle Alpi alla Sicilia è un rincorrersi di divieti alla circolazione di automezzi pur efficienti, appare nulla o quasi la prevenzione per evitare episodi più gravi, come appunto quello in questione. Dopo ogni incendio si assiste alla levata di scudi dei sedicenti esperti, con l'impegno e la promessa ad arginare i fenomeni pericolosi per la salute umana. Seguiti dal menefreghismo più assoluto, visto il ripetersi dei roghi e delle emissioni nocive. Intanto le centraline installate per il monitoraggio e la misurazione delle emissioni continuano ad impazzire, fornendo numeri che sforano ogni volta il precedente triste primato.