Dalle richieste di soldi rivolte alla madre ai maltrattamenti verbali, il passo non è stato troppo lungo per un trentenne. Una escalation di violenza che lo ha portato anche ad aggredire i carabinieri fino a far scattare l'arresto.

La ricostruzione
Tutto è accaduto nella tarda serata di lunedì, tra le mura domestiche. Il giovane aveva iniziato a chiedere, con sempre maggiore insistenza, una somma di denaro alla mamma ma senza specificarne il motivo. Il rifiuto della donna lo ha urtato a tal punto che dalla lite è passato all'aggressività verbale.

È andato letteralmente in escandescenza, minacciando l'anziana madre e, contestualmente, iniziando a danneggiare alcune suppellettili nell'abitazione. Oggetti buttati a terra e pugni alle porte. Una segnalazione arrivata al numero unico d'emergenza, il 112, ha permesso alla centrale operativa di inviare immediatamente sul posto una pattuglia.

Ma i militari, una volta entrati nell'abitazione e nel tentativo di tranquillizzare l'uomo, sono stati aggrediti sia verbalmente che fisicamente. Graffi sulla mano per uno di loro, con successivo controllo ospedaliero. Eppure, nonostante un simile comportamento, pian piano gli uomini coordinati dal capitano Ivan Mastromanno sono riusciti a riportarlo alla calma e successivamente ad accompagnarlo in caserma dove è stato dichiarato in arresto per i reati commessi sia verso l'anziana madre che verso i militari intervenuti che, nel corso dell'aggressione, hanno riportato lievi lesioni giudicate guaribili in 5 giorni.

Il ragazzo (già gravato da vicende penali in materia di detenzione di droga, per estorsione in ambito familiare, maltrattamenti in famiglia, violenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale), colto nella flagranza dei reati di "maltrattamenti in famiglia, tentata estorsione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale", è stato condotto nella casa circondariale "San Domenico".