Mentre in paese infuriavano le polemiche, i veleni, le accuse e i ricorsi, sotto sotto sulle ultime elezioni comunali di Torrice indagava la procura di Frosinone. Prima l'allora procuratore Giuseppe de Falco, ora il procuratore facente funzioni Adolfo Coletta hanno coordinato un'inchiesta, condotta dai carabinieri di Frosinone, che ha messo nel mirino una ventina di persone. A venti è stato recapitato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, per un altro paio c'è richiesta di archiviazione. Le accuse sono pesantie - se provate, gli indagati ovviamente le respingono - potrebbero provocare un terremoto al Comune di Torrice.

L'inchiesta nasce dai ricorsi dopo lo stretto risultato del'ultima competizione con la vittoria della colazione del sindaco Mauro Assalti per appena quattro voti sullo schieramento del candidato Alfonso Santangeli. Quest'ultimo che ha anche presentato dei ricorsi davanti alla giustizia amministrativa (il 16 gennaio ci sarà la discussione davanti al Consiglio di Stato) si ritiene parte offesa e si è rivolto all'avvocato Nicola Ottaviani per la tutela. Le accuse della procura sono di violazione della normativa elettorale, in modo particolare sul voto assistito delle persone disabili e impedite a farlo in modo autonomo, violazione di sigilli (per l'apertura di un plico) e, per tre persone, di aver promesso e dato somme di denaro e buoni carburante per ottenere il voto.

Nella lista degli indagati ci sono candidati (successivamente eletti in consiglio), due presidenti di seggio, membri dell'ufficio elettorale. Secondo l'accusa sarebbe stato consentito il voto assistito (riservato a ciechi, amputati o affetti da paralisi) pur di fronte a certificazioni mediche che negavano tale possibilità ai richiedenti e in presenza di certificazione proveniente da medico non legittimato a farlo. Così facendo avrebbero impedito a dodici elettori di esprimere volontariamente e personalmente il voto. È stato contestata l'omissione nei verbali dell'indicazione di elettori che, pur non potendo usufruire, avevano beneficiato del voto assistito.

Contestato l'aver consentito il voto assistito pur essendo a conoscenza del diniego dell'autorità al rilascio dell'auto rizzazione. Segnalati alcuni episodi di voto di scambio dietro promessa di 250 euro e buoni carburanti, come pure la violazione dei sigilli di sicurezza di un plico. Indagati infine coloro che hanno accompagnato fisicamente gli elettori impediti in assenza di autorizzazione. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Rosario Grieco, Domenico Marzi, Andrea Ranaldi e Vincenzo Savo. Il 16 gennaio, round al Consiglio di Stato. Santangeli chiede l'annullamento o il ribaltamento dell'esito elettorale, l'amministrazione in carica il rigetto.