Che la città di Fiuggi nel corso dell'ultimo anno, nonostante il persistere di una stringente crisi economica, abbia compiuto dei decisi passi in avanti in tutta una serie di settori è innegabile. Nei prossimi mesi la città termale sarà chiamata a combattere "la madre di tutte le battaglie", quando sul mercato tenterà di collocare la sua controllata Atf. Lo strumento entro il quale provare a garantire per il futuro al Comune quella tranquillità economica che oggi manca e che, soprattutto, consenta una migliore di qualità della vita, in particolare alle fasce sociali più deboli. Una scommessa aperta. Nel frattempo però grazie a chi non lesina sforzi e continua a rimboccarsi le maniche, i "mezzi miracoli" trovano compimento.

Due anni fa Michele Callori era incatenato a un palo della illuminazione pubblica adiacente la sede comunale. Questo per protestare contro l'assenza di un centro diurno a Fiuggi che potesse occuparsi dei diversamente abili. Oggi quel centro c'è, funziona perfettamente e sono diventati anche una vera e propria benedizione i mezzi che in questi gironi la stessa famiglia Callori ha acquistato e messo a disposizione del centro e della intera comunità fiuggina. Uno di quei gesti che va ad arricchire la coesione sociale e la collaborazione tra cittadini, associazioni e istituzioni. Questo si è celebrato nei giorni scorsi al centro diurno curato dall' Anffas, nella sede San Felice da Cantalice del convento frati cappuccini di Fiuggi, alla presenza del presidente Sandro Scafetta, del suo vice Fulvio Lauri e l'assessore con delega ai servizi sociali Simona Girolami.

Un pulmino abilitato al trasporto di persone diversamente abili su sedie a rotelle e una Fiat Punto a disposizione della Protezione Civile di Fiuggi, a cui spetterà il compito di guidare i mezzi e di formare nuovi conducenti. I responsabili Callori e Lauri hanno sottolineato che i mezzi sono a disposizione gratuita di chiunque dovesse averne il bisogno, ovviamente riferito ai nuclei familiari in difficoltà economiche, onde evitare la concorrenza sleale nei confronti di chi opera con regolare licenza nel settore del trasporto privato.