A volte abbiamo dei veri e propri tesori a pochi metri, ma non ce ne accorgiamo per anni. È forse il caso del grande albero che si trova in largo Molise, alla fine di via XX settembre. Il platano è uno dei cinque alberi donati da Carlo III di Borbone nel 1775 alla città di Cassino, l'unico superstite del periodo pre bellico. Largo Abruzzi era chiamato dai "cassinesi" anche "Largo delle Boccetelle"in quanto le bacche dei platani avevano la forma di piccole bocce. E quest'anno c'è stata una grande novità, perchè i cantori della Pasquetta Epifania per la prima volta hanno fatto tappa proprio sotto a quel meraviglioso albero.

«Abbiamo deciso di rendere omaggio al platano – hanno spiegato gli organizzatori – in quanto unico simbolo della Cassino di una volta. Vogliamo tramandare alle nuove generazioni la nostra storia». Sabato una bellissima iniziativa organizzata e promossa da Pino Valente ha visto ancora una volta protagonista l'albero, affettuosamente chiamato "zio plat". «Ringrazio il sindaco Salera e l'assessore Tamburrini che mi ha suggerito l'addobbo natalizio al platano monumentale con l'ispi razione dell'associazione Vivi Cassino spiega Pino Valente È stata una serata indimenticabile per me.

Mi ricordo quando da bambino giocavo attorno e dentro il platano con i miei amici, rientrarci dentrocon ilsindaco etutti i bambini è stata un'esperienza unica e memorabile, e mi ha trasmesso ancora tanta emozione. Invito chiunque a venirci a trovare per raccontare e condividere altre storie di "Largo delle Boccetelle" e altri magnifici posti della nostra Cassino prima della guerra. E magari andiamo tutti insieme ancora a farci riabbracciare da Zio Plat assieme ai nostri bambini».