«Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza»: è l'imperativo morale egregiamente attuato da Poste Italiane che, con entusiasmo, ha accolto l'iniziativa proposta dal Ministro per i Beni e Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini il 28 ottobre scorso a Roma davanti ai Sindaci d'Italia, per celebrare la figura e l'opera immensa del poeta Dante Alighieri in occasione dei 700 anni dalla sua scomparsa a Ravenna nel 1321.

Ieri mattina la promessa è stata rinnovata dall'Amministratore Delegato, Matteo Del Fante, al Ministro Franceschini, nel corso di una cerimonia, di notevole significato culturale per l'Italia, svoltasi presso la Sala Spadolini del Ministero. Sono settanta i Comuni selezionati da Poste Italiane, tra le oltre 320 proposte pervenute per poter realizzare le iniziative commemorative, perchè ritenuti silenziosi custodi di un legame letterario, affettivo ed artistico con il poeta fiorentino.

Tra i rappresentanti di questi centri, erano presenti all'incontro di ieri anche i tre sindaci delle località ciociare di Patrica, Settefrati e Fumone: Lucio Fiordaliso, Riccardo Frattaroli, Maurizio Padovano, e in rappresentanza del sindaco di Castelforte Giancarlo Cardillo, l'assessore Luigi Tucciarone.

«Esprimo con piacere - ha sottolineato l'assessore - i ringraziamenti a Poste Italiane per aver selezionato il Comune di Castelforte, unico tra i centri pontini ad essere stato inserito in questa importante e meritevole iniziativa che si riallaccia al tema del turismo culturale, il quale assume sempre maggior rilievo nel contesto odierno, quale alternativa al turismo costiero.

La figura di Dante Alighieri ha rappresentato e continua a rappresentare per noi un punto di riferimento per la nostra formazione e la conoscenza della lingua italiana. Castelforte è da sempre fiera di vantare un legame con il Sommo Poeta Dante che, nel suo capolavoro, ha citato nel canto terzo del Purgatorio il nostro territorio con riferimento alle acque del Garigliano, mute testimoni nei secoli di fatti molto importanti per la storia nazionale. Castelforte è orgogliosa di custodirne la memoria».

Fumone è riconducibile a Dante, invece, per il Castello, tra le cui mura - come ricordato nel canto terzo dell'Inferno -, venne rinchiuso Celestino V che "per viltade" rifiutò di diventare Papa. È invece il Monte Cacume (Purgatorio, Canto IV) a legare Patrica ad Alghieri e infine è la figura di Alberico da Settefrati a ispirare con le sue visioni Dante nella scrittura della Divina Commedia, opera di eterna irripetibile poesia.