"Operazione Malaffare", prime discussioni in sede di udienza preliminare. Il pm De Franco chiede il rinvio a giudizio per tutti gli indagati: l'ex sindaco di Cervaro, Angelo D'Aliesio, gli ex assessori Gino Canale e Vincenzo Ricciardelli, insieme all'ex capo dell'uffi cio tecnico Enzo Pucci all'imprenditore verolano Alfredo Coratti. Tutti finiti nell'inchiesta della Forestale aperta su un'ipotesi corruzione e turbativa d'asta. Proprio Coratti assistito dagli avvocati Vellucci e Pinchera ha scelto ieri mattina di essere ascoltato per chiarire alcuni aspetti con la richiesta, da parte della difesa, della revoca misura. Istanza accolta all'esito dell'udienza. Quindi si è entrati nel vivo delle discussioni, le prime.

L'avvocato Sandro Salera che rappresenta l'ex sindaco, Ricciardelli, Canale e Pucci (quest'ultimo in co-difesa con l'avvocato Di Mascio), ha sottolineato come il "cortocircuito" sarebbe da rilevate nell'assunto dell'impostazione che ha fatto finire nelle maglie dell'inchiesta gli ex amministratori, ovvero nell'articolo 6 del contratto collettivodel settore che impone la riassunzione da parte di una ditta vincitrice dei "vecchi" dipendenti, quelli in forza negli ultimi sei mesi. Un elemento essenziale per la difesa dell'ex primo cittadino per puntare a chiarirne la posizione. Poi l'avvocato Giuseppe Di Mascio ha sottolineato come il bando non sarebbe stato affatto "cucito" su misura tant'è che il bando per tutte e tre legare è sempre rimasto lo stesso: l'impresa di Coratti nelle prime due gare sarebbe stata esclusa pur essendo l'unica a partecipare.

È solo nella terza gara che la stessa si sarebbe "allineata". Stessi elmenti di fatto sottolineati dall'imprenditore verolano.
La determina a firma di Pucci (quella sotto la lente), inoltre, sarebbe risultata secondo la difesa un atto legittimo poiché avrebbe valutato la sostenibilità economica dell'appalto, da parte dell'im presa aggiudicatrice. L'udienza è stata aggiornata al prossimo 27 febbraio per le discussioni delle altre posizioni da parte degli avvocati Marandola, Vellucci, Pinchera e DeVivo. Poi la sentenza di rinvio a giudizio o di proscioglimento.