"Desolation road", in molti ormai affibbiano nomignoli con triste ironia a Piazza Cavour, quella che il Gregorovius definì "la più bella terrazza d'Europa". Una dopo l'altra, con terribile effetto domino, si abbassano le saracinesche degli esercizi commerciali, soprattutto dei pubblici esercizi. Dei negozi al piano terra del palazzo che domina la piazza restano la rivendita di generi alimentari e, ultimo baluardo dell'informazione, l'edicola Romei. Alla crisi generale, ed agli effetti riverberati sull'economia della città dei papi, si sono arresi nei giorni scorsi due pizzerie e due ristoranti; altri titolari stanno decidendo il da farsi.

Il 31 dicembre è, da sempre la data in cui si assiste alla riconsegna di libri contabili ed autorizzazioni commerciali; per pensionamento, problemi di gestione, numeri che non convincono. Le nuove norme, dalla fattura elettronica agli scontrini in diretta con Agenzia delle Entrate, hanno avuto ragione sugli irriducibili. I veri commercianti, i caparbi, pronti a sacrificarsi 20 ore al giorno rinunciando a ferie, malattie e permessi, sono da considerare degli eroi. Ad Anagni quindi come e peggio che altrove. L'industria al palo, il turismo che non decolla, la città che ingrigisce: vera desolazione.