Impianto per la triturazione di pneumatici esausti, arriva l'ok della Provincia per lo stoccaggio. Non un aumento delle tonnellate (quelle sulla carta sono 3.000) ma dei metri quadrati - la messa a riserva - su cui depositare le gomme da smaltire insieme ai residui ferrosi ad esse collegati, stando a quanto trapelato in queste ore.

Una notizia che ha creato non poco stupore, poiché giunta a ridosso delle festività natalizie senza che le amministrazioni competenti ne avessero sentore: quella di Piedimonte - dove ricade l'impianto - e quella di Villa Santa Lucia: l'impianto, come sostenuto dal consigliere delegato all'ambiente La Marra, andrebbe a ricadere a pochi metri dalla scuola di Piumarola e dalle maggiori attività (chiesa, bar, negozi) che insistono in quell'area.

La battaglia ha inizio nel 2017. Il passaggio da 3.000 a 48.000 tonnellate all'anno di rifiuti non pericolosi in un'area a 2,8 chilometri a sud dal centro abitato di Piedimonte, a circa 400 metri a nord dall'A1, a 300 metri a sud dell'impianto dello stabilimento Fiat - tra le località Volla e Piumarola - aveva preoccupato i cittadini. Interrogata la Regione, era stata imposta una verifica di impatto ambientale.

Procedura, ovviamente, più complessa. Dopo la conferenza dei servizi in Regione era rimasto pressoché tutto in stand-by. «La notizia di autorizzazione ci coglie di sorpresa destando in noi preoccupazione - ha affermato Giuseppe La Marra, delegato di Villa Santa Lucia - Approfondiremo questa autorizzazione e valuteremo eventuali azioni».

Una linea condivisa con l'amministrazione di Piedimonte, sebbene per Piedimonte il carattere da approfondire è più di carattere urbanistico. Intanto, il sindaco Ferdinandi ha già convocato un incontro per valutarne sia l'impatto urbanistico che ambientale avvalendosi della task force "Teniamoci d'occhio": si tratta di un team di specialisti che gratuitamente hanno scelto di riunirsi per valutare lo stato di salute del territorio. In seno all'osservatorio nato nel Comune pedemontano, su invito del primo cittadino, nove esperti tra medici, ingegneri ambientali, esperti sui rifiuti, geologi e tecnici. Un'équipe di esperti che potrà valutare se ci sono i presupposti per addurre delle rimostranze agli organi competenti oppure no.