Cannelloni e arista. E chi lo dice che a mandare al pronto soccorso decine di persone siano state proprio queste pietanze? Sono le prime finite nel calderone dei sospetti come causa dell'intossicazione collettiva che ha colpito decine di anziani del centro sociale "Zio Peppe", riuniti il 17 dicembre nella palestra comunale di via Cupera per scambiarsi gli auguri di Natale. Poi la tragedia: il giorno dopo muore in ospedale uno dei commensali, l'ottantanovenne Sossio Celli, papà dell'ex sindaco Gianni. Subito si pensa che a stroncarlo possa essere stata la besciamella o la carne contaminata da qualche batterio. Un'ipotesi che, in attesa dei riscontri delle analisi eseguite e degli atti acquisiti dalla magistratura, la titolare del forno di Strangolagalli che ha fornito i cannelloni e l'arista confuta con decisione. Avanzando semmai perplessità sulla salubrità degli altri cibi serviti, delle bevande e dell'ambiente stesso dove si è tenuto il pranzo: la palestra appunto.

«La besciamella utilizzata nei cannelloni - spiega la signora Sabrina Fiore - era Uht, cioè a lunga conservazione e sterilizzata, dunque non era stata preparata artigianalmente e non era a rischio. Anche la carne e ogni altro prodotto utilizzato erano tracciabili ed erano stati preparati nei nostri laboratori, a norma, seguendo le procedure previste per legge da personale titolato a farlo e in regola. Da anni prepariamo pasti per asili, dolci, buffet e pasti di ogni genere e mai abbiamo avuto problemi. Anche per il pranzo di Ripi abbiamo seguito scrupolosamente le procedure sia nella preparazione che nel trasporto del cibo. Abbiamo fornito alle autorità competenti tutta la documentazione sulla tracciabilità dei prodotti utilizzati, il personale impiegato e ci siamo messi a disposizione per i controlli nei laboratori, abbiamo collaborato con ogni nostro strumento e speriamo che si faccia presto luce su questa spiacevole vicenda. Chi ci conosce sa come lavoriamo».

La signora Fiore aggiunge: «Mi domando invece se sia stato opportuno organizzare un pranzo per il quale era stato chiesto un preventivo addirittura per mille persone dentro una palestra, in condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza da verificare. Mi chiedo se l'organizzazione era adeguata. Pare che siano stati serviti dolci che non si sa da chi siano stati preparati e comunque sui tavoli c'erano acqua, vino e spumante che pure dovranno essere controllati. Mi domando altresì se il personale impiegato fosse in possesso dei requisiti previsti. Quindi i dubbi sono tanti, non solo da parte dei consiglieri di minoranza ma anche nostri che siamo finiti subito al centro delle polemiche quando in realtà forse le ombre riguardano altri aspetti».