"Nessun uomo è un'isola". Bisogna analizzare a fondo questo passo di John Donne e muoversi in questo solco per capire il progetto unitario dei sindaci del Cassinate impegnati contro le bombe ambientali. Che si parli di sicurezza o di lotta ai crimini ambientali, è difficile credere di poter combattere un nemico comune senza una progettualità altrettanto comune.
E senza adeguati strumenti. Il sindaco di Cassino Enzo Salera e quello di Sant'Elia, Roberto Angelosanto, lo hanno capito fin troppo bene, unendosi in una delle battaglie epocali per l'intero territorio: quella ingaggiata contro i veleni interrati.

Così, in un territorio spazialmente contiguo, dove i campi a perdita d'occhio si congiungono quasi in modo indistinto, trovare una sinergia per mettere allo stesso tempo ko l'inquinamento di Nocione e quello delle acque rosse, fare sistema è l'unica alternativa. I progetti lungimiranti dei due primi cittadini sono tenuti insieme, però, anche da un altro elemento comune: l'impegno dell'onorevole Fontana che per prima (e in tempi non sospetti) ha calpestato i terreni a rischio, cercando di capire cosa poter fare. Così, senza troppi giri di parole, sarà proprio l'onorevole Fontana a rappresentare per Salera e Angelosanto la persona giusta al posto giusto: quella che potrà intercedere al Ministero per chiedere un tavolo unitario. Un tavolo in grado di affrontare il problema in modo finalmente definitivo.

La strategia
L'appello dei sindaci è davvero all'unisono. La richiesta al ministro Costa al quale è stata di recente indirizzata una lettera proprio sulla criticità di Nocione che dopo decenni continua a rappresentare lo spauracchio per buona parte dei residenti e dei cittadini, potrebbe essere un primo tentativo di dialogare col Ministero. Un primo sasso lanciato per ricordare che forse anche Nocione dovrebbe essere classificato come Sin e, come tale, trattato. Stessa valutazione nel senso di serrare i ranghi vale per le acque rosse, sempre a cavallo tra Cassino e Sant'Elia. Proprio le stesse per cui l'on orevole Fontana (operativa già da tempo anche su questo fronte) ha presentato nei giorni scorsi un esposto-denuncia.

Nocione, Sant'Elia e i diversi punti "off-limits" del territorio potrebbero così rientrare in un unico grande progetto di risanamento finalizzato alla bonifica.
Ovviamente, questa rappresenterebbe solo la fase finale di un lavoro pachidermico. Ora, in pieno accordo dei primi cittadini, il primo passaggio è chiedere l'istituzione di un tavolo unitario in cui poter affrontare non i singoli casi come criticità a sé stanti. Ma in maniera totalizzante. Un sistema che possa, finalmente, permettere di raggiungere il risultato sperato.