Si è concluso alle 15 di ieri lo sciopero permanente indetto dagli operai della Samami Spa nell'ex complesso industriale delle Cartiere Meridionali. Dopo il tavolo sindacale tra le segreterie provinciali di Fim, Uilm e Usb lavoro privato con la società, niente più braccia incrociate, anche se gli operai sono dovuti tornare di nuovo a casa con le tasche piene di sole promesse. Dalla riunione infatti è emerso che persistono i problemi di liquidità e Antonio Di Murro, il nuovo proprietario, starebbe aspettando di raccogliere gli utili delle commesse esperite, che dovrebbero entrare nelle casse dell'azienda entro la prima decade di gennaio, per ottemperare al pagamento di alcune mensilità arretrate.

Promesse che i dipendenti non hanno preso molto bene. Ma rifiutarsi di lavorare comprometterebbe ancora di più le condizioni economiche dell'azienda; quest'ultima rischierebbe infatti di perdere le commesse dei clienti, invece tornare a lavorare comporterebbe un'ulteriore dilapidazione dei risparmi e il rischio di non ottenere comunque tutto il dovuto. Durante l'incontro sarebbe stata paventata da Di Murro anche l'intenzione di ridurre le maestranze, con ulteriore aggravio del carico lavorativo per i dipendenti che rimarrebbero, oltre al persistente clima di incertezza e paura per il futuro. Alcuni sospetterebbero addirittura uno spacchettamento della società.