La farmacia comunale continua a restare chiusa, ma a metà mese una soluzione si dovrà trovare perché, secondo la turnazione mensile tra le farmacie sorane, dal 19 al 21 gennaio i cittadini potranno recarsi in via Piemonte. Almeno sulla carta. E mentre continua lo scambio di pec tra sindaco e farmacista privato, ieri mattina in Comune quattro dei sette dipendenti della farmacia hanno incontrato Roberto De Donatis.

Ricordiamo che il primo cittadino ha diffidato il socio privato, il dottor Vincenzo Manetta, denunciandolo per aver interrotto il servizio con la chiusura del 2 gennaio.Il farmacista ha  diffidato a sua volta il Comune, nelle persone di tutti i rappresentanti degli organi politici e amministrativi, definendo illegittima la messa in ferie della farmacia dal 2 al 16 gennaio.

La domanda che circola è: il 2 gennaio i sette dipendenti sono stati licenziati o posti in ferie? Dal susseguirsi degli ultimi eventi, tra delibere di Consiglio, determina dirigenziale e azioni del Cda, i sette sembrerebbero essere stati licenziati e quindi il farmacista, non avendo personale necessario per riattivare il servizio, sarebbe stato costretto ad abbassare la saracinesca.

Ieri, però, il presidente Ezio Tatangelo ha reintegrato i dipendenti fino al 31gennaio prossimo, come indicato nella proroga tecnica. Dal Comune il sindaco si dice sereno, ma amareggiato per la situazione creatasi, mentre l'opposizione continua a bocciare il suo operato. «Sulla farmacia comunale l'amministrazione De Donatis si è incartata - dice il consigliere Fabrizio Pintori - Il personale dipendente è stato licenziato, quindi non ci sarebbe nessuno da collocare in ferie e poi la chiusura per ferie di una farmacia non è una pratica amministrativa che può essere decisa in poco tempo». A fargli eco il collega Augusto Vinciguerra. «Non ho partecipato alla votazione perché non ero d'accordo con la gestione in house. Ora l'amministratore di Ambiente Surl dovrebbe assumere tutti i dipendenti e credo che ci siano difficoltà perché manca una struttura tecnica». È sbagliato mettere tutto in mano a una sola parte politica, cioè a Massimiliano Bruni».