Il mercato dell'auto italiano chiude con il botto e grazie ad un dicembre record riesce non solo a raggiungere ma anche a superare, seppur di poco, il dato del 2018 relativo alle immatricolazioni. Il totale delle vendite dell'anno, infatti, è di 1.916.320 autovetture con una variazione di +0,29% rispetto al gennaio-dicembre 2018, che vide 1.910.701 immatricolazioni.

Sul fronte usato a dicembre 2019 sono stati registrati 320.799 trasferimenti di proprietà (-4,88% rispetto a dicembre 2018) mentre sui dodici mesi sono stati registrati 4.185.530 trasferimenti di proprietà di auto usate, pari a -5,44% rispetto a gennaio-dicembre 2018.
In tale contesto il gruppo Fca ha però poco da festeggiare: la casa automobilistica italiana chiude il 2019 con un segno negativo nel mercato dell'auto italiano. A dicembre ha venduto 30.973 vetture, il 2,3% in meno dello stesso mese del 2018. La quota del gruppo scende dal 25,46%al 22,11%(-3,35%). Nei dodici mesi il gruppo ha immatricolato 452.025 auto, con una flessione del 9,5% rispetto all'anno precedente e una quota pari al 23,59% (-2,56%). A portare giù il dato del consuntivo annuo è stata anche e soprattutto la frenata di Alfa Romeo e dei modelli prodotti a Cassino.

Nonostante a dicembre il Biscione aumenti le vendite segnando un incremento di quasi il 5%, nei dodici mesi c'è un arretramento rispetto al 2018. La retromarcia sulle vendite viaggia di pari passo con la cassa integrazione: nel 2019 i giorni di cassa integrazione hanno sfondato il muro della tripla cifra (102) e il 2020 inizia alla stessa maniera: i cancelli, chiusi dallo scorso 20 dicembre, riapriranno solamente il 21 gennaio.

Ecco la situazione a Cassino
Vendite quasi dimezzate nel 2019. Per Cassino, dunque, c'è poco da festeggiare. Rispetto all'an no scorso, le immatricolazioni delle vetture made in Piedimonte sono quasi dimezzate. Nel corso dell'anno appena concluso, infatti, Alfa Romeo ha venduto appena 25.874 unità in Italia con un calo del 40% rispetto i risultati raccolti nel corso del 2018, quando le unità immatricolate da Alfa Romeo furono oltre 43.000. Per la casa italiana riferiscono gli analisti vicini al Biscione si registra un crollo della quota di mercato che passa da un buon 2,26% ad un negativo 1,35%. Oltre al record negativo storico per quanto riguarda le unità vendute, Alfa Romeo deve fare i conti con il crollo delle consegne registrato rispetto all'anno precedente. Alfa è, infatti, il peggior brand in Italia per quanto riguarda la differenza percentuale rispetto ai risultati ottenuti nel 2018. In un mercato auto in leggerissima crescita (+0.29%),nessun marchio fa segnare un tracollo come quello di Alfa Romeo.

L'orgoglio di Giulia e Stelvio
Cassino può, però, gioire per i risultati qualitativi che continuano a registrare le vetture del Biscione.  La Giulia è stata inserita tra le venti auto del decennio in una speciale classifica del "Sole 24 Ore" con questa motivazione: «È la berlina della rinascita della Casa del Biscione. E non solo perché ha portato al debutto uno stile più grintoso, anche se elegante.
Ma per la meccanica raffinata, a cominciare dalla trazione posteriore e dall'uso di materiali come l'alluminio e la fibra di carbonio. La premessa di una guida coinvolgente». Il Suv Stelvio invece continua a dare soddisfazioni anche e soprattutto in termini numerici: lo Stelvio, infatti, ha chiuso l'anno facendo registrare un totale di 1.382 unità vendute in Italia, un dato che si traduce in una crescita percentuale del +77% rispetto al dicembre del 2018. Da notare che quasi il 70% delle vendite di Alfa Romeo in Italia a dicembre sono legate allo Stelvio. L'altra Alfa ad oggi in produzione a Cassino, Giulietta, nei prossimi mesi non sarà più sulle linee e dirà addio dopo oltre un decennio: si partirà, quindi, con le versioni ibride di Giulia e Stelvio. Mentre per il nuovo modello, il Levantino della Maserati, bisognerà attendere il 2021.