«Chiediamoci con umiltà che cosa cambiare in noi, per poter contribuire al cambiamento del mondo, ancora troppo segnato dalla violenza e dall'odio». Il Vescovo diocesano, monsignor Ambrogio Spreafico, ha affrontato il tema della violenza e dell'odio nel Te Deum di fine anno. Lo ha fatto concentrando l'attenzione sulla stretta attualità.

Il valore del Natale
Si è chiesto Spreafico: «Come non far morire il dono ricevuto della nascita di Gesù nella fretta, nelle fatiche e nell'abitudine della nostra quotidianità? Custodiamo nel cuore, nelle parole e nei gesti quello che abbiamo ascoltato e vissuto. Chiediamoci con speranza: che cosa possiamo cambiare nella nostra vita con il Natale?». Poi il passaggio sulla violenza e sull'odio, sul clima che si respira nel mondo.

Sul versante dell'intolleranza religiosa, ma anche sul piano della vita quotidiana, della scarsa attenzione nei confronti dei poveri, degli anziani e più in generale delle fasce deboli della società. Ha spiegato il Vescovo Spreafico: «Lo abbiamo visto in questi giorni nell'attentato in Somalia, nella strage di cristiani in Nigeria, nell'attacco alla sinagoga di Monsey negli Stati Uniti. Lo vediamo purtroppo anche nel nostro Paese nel clima di odio che si respira, nell'abitudine all'insulto, al disprezzo, nella scarsa attenzione verso gli anziani e i poveri, chiunque essi siano.

Maria si prese cura di quel piccolo, deposto in un luogo di fortuna. Ci insegni ad essere madri dei piccoli e dei sofferenti, come Lei è madre nostra e ci aiuta a vivere non intorno al nostro "io", ma a Gesù, parola di Dio fatta carne, che ci rende un "noi", un popolo, una comunità».

Il riferimento alla logica dell'"io" che travolge il "noi" e quindi il concetto di condivisione. Un tema, quello del clima di odio e di violenza, che monsignor Ambrogio Spreafico, affronta continuamente. Anche con riferimento a quello che succede sui social.

Il richiamo al Vangelo
Il Vescono ha continuato l'omelia. Così: «I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto. Glorificare e lodare: ecco come vivere questo passaggio. Anche gli angeli resero gloria a Dio sulla grotta di Betlemme, perché noi lo possiamo glorificare accogliendo il dono del Figlio Gesù e nella pace che costruiamo sulla terra. Per questo alla preghiera dei fedeli pregheremo per i paesi dove ci sono violenza e conflitti. Sono tanti, troppi. Forse alcuni neppure li conosciamo».

Il concetto di pace
Per Spreafico «la pace si costruisce a partire dal tuo cuore, quando incontri l'altro, quando lo ascolti senza fretta, quando vai a trovare un anziano solo e malato, quando ti avvicini a persone in difficoltà con simpatia e senza giudicare». Ancora: «La pace si costruisce con la pazienza dell'amore, lo stesso che Dio ha per noi».

Quindi il richiamo anche a quello che è il contesto locale. Ha notato Spreafico: «So che tanti delle nostre comunità lo hanno vissuto (ndr: l'amore) nei giorni di Natale, andando a trovare gli anziani, vivendo momenti di condivisione con donne e uomini bisognosi, che hanno gustato con noi la gioia della fratellanza. Scrive Papa Francesco nel messaggio per la giornata mondiale per la pace: "Dobbiamo perseguire una reale fratellanza, basata sulla comune origine da Dio ed esercitata nel dialogo e nella fiducia reciproca.

Il desiderio di pace è profondamente inscritto nel cuore dell'uomo e non dobbiamo rassegnarci a nulla che sia meno di questo". Sì, il desiderio di pace è iscritto nel cuore di ognuno di noi. Non rassegniamoci perciò a una società conflittuale, che fatica a dialogare, in cui si è tentati di affermare se stessi con arroganza».

Poi la conclusione: «Ascoltiamo la benedizione di Aronne perché segni l'inizio del nuovo anno scendendo su noi tutti, sulle nostre famiglie, sui poveri e sui ricchi, sui giovani e sui vecchi, sui deboli e sui forti, su questa città e sulla nostra terra ciociara, sul mondo intero: vi benedica il Signore e vi custodisca! Il Signore faccia risplendere su di voi il suo volto e vi faccia grazia. Il Signore rivolga a voi il suo volto e vi conceda pace».