Colpo di scena nella sparatoria avvenuta il 10 dicembre in via Albinoni a Frosinone, poco prima delle 23, vicino all'area di sosta di un bar durante la quale è rimasto gravemente ferito un macedone, ricoverato tuttora al policlinico Umberto I di Roma in coma farmacologico.

Il colpo che lo ha ferito è partito da una pistola per mano di un albanese, Julian Moloku, 37 anni, in carcere con l'accusa di tentato omicidio, porto abusivo di armi e ricettazione della pistola, risultata rubata in un'abitazione di Ceccano. L'uomo dopo essere fuggito dal luogo dove si sono verificati i fatti, ha chiamato i suoi avvocati, Giampiero Vellucci e Riccardo Masecchia, e si è costituito in questura. La difesa dell'arrestato ha depositato ieri la richiesta di disporre una perizia medico legale finalizzata ad accertare l'esatto foro di ingresso del colpo sparato da Moloku e soprattutto per verificare quale parte della testa del macedone sia stata interessata, se centrale o laterale. Dagli atti acquisiti dal tribunale del riesame risulterebbe che la traiettoria non è stata frontale, quindi la versione di un colpo che potrebbe essere dovuto a seguito della colluttazione prende corpo.

Alla luce di questo la difesa ha presentato una richiesta di perizia balistica per verificare la traiettoria e se la parte attinta sia centrale o laterale. Tra l'altro la difesa evidenzia anche che dopo l'esplosione il giovane non ha sparato una seconda volta ma è scappato, ha chiamato gli avvocati e si è costituito alla polizia fornendo spiegazioni e rammaricandosi anche di quello che era successo.

Stando a quanto acquisito dagli agenti della squadra mobile alla base di quello che appare un regolamento di conti c'è il ricco mercato della prostituzione, sempre più nelle mani di gruppi di albanesi e romeni. I due si sono incrociati in via Albinoni poco prima delle 23. La discussione piuttosto animata è finita con una sparatoria. L'albanese è accusato di tentato omicidio e il macedone è in coma farmacologico all'Umberto I.