"Pacco, doppio pacco e contropaccotto" verrebbe da dire pensando al film di Nanni Loy. Ma nella vicenda ora finita sotto la lente dell'Arma c'è poco da ridere. Dietro il doppio raggiro ai danni di una vedova residente tra Pontecorvo e il Cassinate, due truffe. Una dopo l'altra. Con un unico comune denominatore: la scesa in campo di persone senza scrupoli e senza cuore.

In una prima fase, la vittima si sarebbe fidata di una persona che le avrebbe chiesto nel tempo 88.000 euro per risolvere alcuni problemi. Soldi consegnati a poco a poco, fino al raggiungimento nel 2018 della ragguardevole somma. La vedova, però, per tutta una serie di ragioni personali non ha voluto sporgere denuncia pur avendo cominciato a capire, anzi, a ben focalizzare quale fosse la realtà. E i primi autori sono rimasti sconosciuti. Intanto, i tre denunciati ieri saputa la situazione avevano pian piano avvicinato la donna.
Una volta entrati in confidenza, le avrebbero offerto una soluzione "facile" per sistemare le cose e recuperare il maltolto. O buona parte di esso.

Per rendere credibile questa chance, avrebbero utilizzato il nome di un noto avvocato del Foro di Cassino, millantando una solida amicizia, come garanzia della loro buona fede.
Sarebbe stato lui di fatto risultato estraneo a tutta la vicenda a poter risolvere l'annoso problema dietro il corrispettivo di circa 8.000 euro. La donna, in tutto, è stata privata di ben 88.000 euro. Poi ha abbandonato ogni remora e ha sporto denuncia.

Sono stati gli uomini del capitano Tamara Nicolai, che guida la Compagnia di Pontecorvo, a capire i livelli del terribile raggiro, denunciando i tre: una trentaduenne, una quarantacinquenne e un settantunenne di Pontecorvo per truffa in concorso. Preziose le prove fornite da alcuni testimoni presenti alla consegna delle varie tranche di denaro destinate al fantomatico legale. Indagini ancora in corso.