Si alza di livello l'inchiesta sulla Mecoris, l'azienda di trattamento e smaltimento di rifiuti speciali, in via delle Centurie, nella parte bassa del capoluogo. Le carte dell'inchiesta passano alla direzione distrettuale antimafia di Roma. Gli inquirenti vogliono vederci chiaro su cosa abbia provocato il rogo il 23 giugno scorso nella zona industriale di Frosinone e soprattutto su che tipo di materiale sia andato a fuoco.

L'incendio che ha visto impegnati la scorsa estate per diversi giorni numerose squadre di vigili del fuoco, gli uomini della squadra mobile e dei carabinieri forestali, l'Arpa Lazio.
Grande è stata anche la preoccupazione dei cittadini, delle associazioni ambientalistiche soprattutto per la nube che per giorni si era alzata. Lavoro continuo e laboratori aperti h24 dell'Arpa per dare risposte quanto prima a chi da quel pomeriggio di domenica di fine giugno era in apprensione dopo l'incendio divampato allo stabilimento Mecoris.

L'Arpa ha monitorato ogni giorno la situazione e ha avviato tutte le procedure anche per fornire ausilio agli investigatori sul fronte delle indagini. I dati forniti riguardo alle analisi sulla diossina, hanno evidenziato valori entro i limiti. Anche i dati diffusi dal Comune di Frosinone attraverso le analisi condotte sul suolo dall'università di Roma Tor Vergata avevano dato esito negativo.

Immediate le indagini per fare luce su quanto accaduto. Indagini su cui vige il massimo riserbo degli inquirenti. Ora le carte sono passate alla Dda, direzione distrettuale antimafia di Roma.