Era stato arrestato ad agosto e gli erano stati concessi i domiciliari, ma a distanza di qualche settimana aveva continuato a maltrattare la moglie e per lui, un quarantasettenne di Piglio, si erano aperte le porte del carcere di Frosinone. Dopo il giudizio immediato, sono state ridimensionate le esigenze cautelari e accolte le richieste della difesa. L'uomo, difeso dall'avvocato Nicola Ottaviani, è stato rimesso in libertà. Ha lasciato quindi il carcere ma gli è stato imposto il divieto di risiedere nello stesso comune della moglie e di avvicinarsi e contattare la donna.

Il quarantasettenne, stando alle accuse, nel mese di agosto scorso, in stato di alterazione psico-fisica, per futili motivi ha aggredito la moglie alla presenza di suo figlio, il quale era riuscito a contattare telefonicamente il numero unico 112 chiedendo aiuto. I militari immediatamente sono arrivati sul posto sorprendendo l'uomo mentre si stava allontanando con l'auto dall'abitazione.

Dalla perquisizione dell'auto è stato trovato un grosso coltello da cucina con lama di 20 centimetri. Il coltello è stato posto sotto sequestro. La moglie in seguito ha formalizzato una denuncia per i fatti accaduti, dichiarando che nel passato aveva già subito maltrattamenti e percosse, ma che non aveva mai provveduto a denunciarli, né a ricorrere alle cure dei medici. L'arrestato, accusato di maltrattamenti in famiglia continuati e porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere, al termine delle formalità di rito era stato tradotto nelle camere di sicurezza della caserma a disposizione dell'autorità giudiziaria. All'uomo erano stati poi concessi i domiciliari e la donna lo aveva anche riaccolto a casa.

Ma nulla è cambiato. Dopo qualche settimana il quarantasettenne, stando alle accuse, ha iniziato a minacciarla di morte. A quel punto la moglie è andata via dall'abitazione e lo ha denunciato nuovamente. I fatti a settembre scorso. L'uomo è finito, quindi, nella casa circondariale di Frosinone. L'altro ieri è stato rimesso in libertà ma non potrà avvicinarsi in alcun modo alla moglie e neppure vivere nello stesso comune dove risiede la donna.