Lei era un'assistente domiciliare, divenuta una di famiglia. Partecipava ai compleanni ed era stata madrina di cresima di un disabile al 100% figlio di una coppia di disabili.
Ma quell'idillio si è rotto: i genitori del ragazzo hanno denunciato la donna e il compagno per circonvenzione d'incapace.

Il caso è finito sul tavolo del gup del tribunale di Frosinone Antonello Bracaglia Morante che ha accolto la richiesta del pm Vittorio Misiti e ha rinviato a giudizio Paola D'Annibale, 58 anni, l'assistente domiciliare, e Maurizio Del Brocco, 54. I due secondo le accuse avrebbero abusato «dello stato di infermità e minorità psichica» delle vittime nonché del fatto di avere in famiglia un figlio con un grave handicap, in modo tale da indurle «a compiere un atto per se stessi dannoso, facendosi consegnare la somma di 56.708 euro con il pretesto che tale somme sarebbe stata meglio custodita presso la loro abitazione che presso l'ufficio postale di Ceccano ove era depositata e non restituendola alla richiesta degli stessi perché sarebbe stata oggetto di un preteso furto in realtà mai avvenuto».

I fatti si sarebbero verificati al tempo in cui la casa dei coniugi era frequentata dall'assistente e dal compagno di lei. I due secondo la denuncia avrebbero fatto riferimento a una bolletta scaduta e al rischio di pignoramento della casa. Così sarebbero riusciti a far svincolare 56.708 euro. In base a quanto denunciato dai coniugi costituiti parte civile con l'avvocato Angelo Micheli, il 23 giugno 2015 veniva emesso un assegno di 56.708 euro intestato all'assistente che l'avrebbe subito cambiato in denaro per poi consegnare la somma al compagno.

Il denaro era stato custodito all'interno di una cassetta in ferro nella cantina dell'abitazione dei due accusati (difesi dall'avvocato Rino Liburdi). Dopo circa un anno, i coniugi hanno chiesto parte di quei soldi per il pranzo di compleanno del figlio. Subito dopo la festa si sarebbero portati a casa dei due e lì avrebbero trovato la sorpresa.
I cani a custodia dell'abitazione non erano liberi, mentre la cantina era a soqquadro. I soldi spariti. I genitori del ragazzo furono dissuasi dal fare denuncia perché stando alla querela Del Brocco si sarebbe proposto di recuperare il denaro. Ma così non è stato. Nonostante le insistente i genitori del ragazzo non hanno ricevuto nulla. Così hanno denunciato il tutto