Erano accusati di aver preso parte a una rapina in gioielleria a Vallecorsa. Era il 1 ottobre 2012 quando tre rapinatori, di cui due incappucciati, fecero irruzione nell'esercizio commerciale. Puntarono la pistola alla testa della donna, che fu imbavagliata e rischio di soffocare. Quindi sbatterono a terra l'uomo, rompendogli così gli occhiali. Poi li immobilizzarono e li legarono con delle fascette. Il bottino era composto da oro, gioielli e preziosi per oltre mezzo milione di euro. I due incappucciati furono presi subito dai carabinieri, il primo a Ceccano, qualche ora dopo il colpo, l'altro in piena notte a Frosinone.

A Roma in Corte d'appello, dopo la condanna in primo grado a Frosinone a 7 anni e 4 mesi di reclusione,si è discussoil processo di secondo grado. Gli imputati, il frusinate Paolo Valenti 57 anni, e Francesco Giovannini, 42, di Patrica, hanno ottenuto uno sconto di pena con la condanna che è scesa a 6 anni. Sono cadute le aggravanti della recidiva e dell'uso delle armi. La difesa avvocato Tony Ceccarelli, in attesa del deposito delle motivazioni ha comunque preannunciato ricorso in Cassazione. Il terzo uomo, entrato con una scusa in gioielleria, venne arrestato, invece, un anno e mezzo dopo.

Inizialmente era stato riconosciuto in una foto dalle stesse vittime. Ma a distanza di tanto tempo dal fatto, i due anziani non erano stati in grado di riconoscere il terzo rapinatore. L'unico a entrare a volto scoperto. Che qualche giorno prima del colpo era stato in gioielleria, per un sopralluogo, con la scusa di vedere delle catenine in oro. Per lui è scattata l'assoluzione.