L'amministrazione comunale tra gli studenti del liceo scientifico Alberti, per parlare di dipendenze. È iniziato ieri il ciclo di incontri nelle scuole voluto dal sindaco Stefanelli per parlare dei rischi legati alle dipendenze. Il primo incontro, che si è svolto con le classi quinte del liceo di Marina di Minturno, ha avuto al centro le dipendenze da droghe.

Nel corso dell'incontro sono intervenuti Simmaco Perillo, assistente sociale e responsabile della cooperativa "Al Di La dei Sogni" e Gaetano Paesano, operatore della cooperativa, ed ex affiliato di un clan camorristico campano. Nel corso dell'incontro Perillo ha fatto una panoramica sulle motivazioni e i percorsi che portano i giovani ad avvicinarsi al mondo degli stupefacenti ed, in alcuni casi, a lasciarsi prendere talmente tanto da questi falsi paradisi, da perdere poi la libertà e diventarne schiavi.

Paesano, invece, ha raccontato la propria esperienza di vita di ragazzo nato e cresciuto in un ambiente che ti lascia poche scelte e in cui è "normale" entrare nel sistema e vivere secondo le sue regole e abitudini. Un percorso di rinascita e cammino dal "buio in cui era caduto fino alla luce", che gli ha consentito di riacquistare la propria libertà di autodeterminazione e la gioia di vivere finalmente una vita normale e una vita legale.

Un approccio con i ragazzi molto naturale, utilizzando il loro linguaggio e partendo dall'esperienze di vita degli oratori che hanno consentito poi ai ragazzi di interagire e porre domande su cui si sono costruite riflessioni collettive.

«Ringrazio il liceo scientifico Alberti guidato dal dirigente scolastico Amato Polidoro per aver accolto la nostra proposta – ha dichiarato il sindaco di Minturno Stefanelli - e sono contento di aver avuto dai ragazzi la risposta che ci aspettavamo. Una mattinata piena di emozioni e di attenzione da parte degli studenti, che non è sempre scontata in questo tipo di incontri. Come abbiamo già detto – ha concluso il primo cittadino - opereremo su più fronti: con un centro di ascolto permanente, parlando direttamente con i ragazzi in modo innovativo, costruendo luoghi di comunità, abbellendo i luoghi dello stare insieme nel nostro territorio».