Si divide in tre il processo per il project financing di Ferentino. Chiesti dieci anni per Luciano Rosa e i campani Ugo Di Giovanni, Emiliano Solazzo e Gennaro Rizzo accusati di aver materialmente estorto i 44.000 euro all'imprenditore di Tivoli Lorenzo Scarsella che si era aggiudicato il project financing del cimitero. Ieri davanti al gup di Roma, il dottore Cappiello, in sede di rito abbreviato nel corso dell'arringa durata due ore, il dottor Fasanelli, della Procura della Repubblica di Roma, direzione distrettuale antimafia, ha parlato di classico metodo mafioso posto in essere dai campani, in quanto avrebbero preteso somme di denaro per garantire la protezione addirittura ai vari cantieri e all'azienda di Scarsella.

Colpo di scena, invece, per la posizione dell'ex consigliere Pio Riggi il cui legale, Giampiero Vellucci, aveva raggiunto un accordo con l'esclusione sia del rito abbreviato, sia del rito ordinario, il cui contenuto verrà valutato più avanti dal gup in una apposita udienza camerale senza la presenza dei legali incaricati dal Comune di Ferentino.

«La posizione di Riggi meritava una valutazione, così come avverrà - sottolinea l'avvocato Vellucci - senza la presenza dei legali del Comune di Ferentino, che avrebbero inserito un argomento, quale quello del danno di immagine, assolutamente insussistente, perché i fatti si sono verificati a Tivoli, in quanto i quattro campani a Ferentino non hanno mai messo piede, avendo agito autonomamente rispetto alle intenzioni del mio assistito».

Il 4 febbraio l'udienza davanti al tribunale quanto riguarda l'ex assessore Luca Bacchi che ha scelto il rito ordinario. Bacchi è difeso dagli avvocati Vincenzo Galassi e Pierluigi Dell'Anno. Nel processo a carico di Bacchi nell'ordinario il Comune di Ferentino si è costituito parte civile in quanto il tribunale ordinario di Roma e il gup ieri hanno ritenuto lesa l'immagine del Comune che è stato avvicinato a una ipotesi delittuosa di natura mafiosa.

Il 7 marzo l'inchiesta aveva raggiunto l'apice con gli arresti di Riggi, Rosa e dei napoletani. L'indagine si era allargata al punto che il 17 aprile veniva arrestato l'ex assessore (nella giunta precedente) Bacchi, finito ai domiciliari. Nel frattempo, Riggi si era dimesso dal consiglio e aveva ottenuto i domiciliari a Vasto e, a settembre, la