Un endorsement in piena regola. Il prefetto di Frosinone Ignazio Portelli fornisce l'assist per sbloccare l'iter amministrativo della moschea. Lo ha fatto in occasione del brindisi di Natale di fronte alla quasi totalità dei sindaci dei comuni ciociari e delle autorità civili e religiose, compreso il vescovo Ambrogio Spreafico, che anche lui in passato ha speso parole per la comunità islamica. Il prefetto ha affermato di aver assistito sinora a un «dibattito surreale».

Quindi ha argomentato così: «Ciascuno preghi il proprio dio a suo modo e nei luoghi assegnati. Siamo a Natale e tutti, me compreso, dobbiamo essere più buoni e ragionevoli.
La nostra Costituzione e la Corte costituzionale, anche in epoca recente, ricordano che la libertà religiosa comprende anche la libertà di culto e che la libertà di culto comprende a sua volta il diritto di disporre di spazi adeguati per poterlo fare». E ancora: «Il compito delle istituzioni è dare risposta a questa esigenza, costituzionale e di alto valore e comunque non si può ostacolare l'insediamento di attrezzature religiose. Oggi le regole per gli edifici di culto sono un terreno pianeggiante, le aree di sgombero, i parcheggi intorno e quindi l'agibilità dei luoghi. E allora se una comunità religiosa ha urbanisticamente errato nel fare un acquisto di terreni non può perciò essere bistrattata, soprattutto se potrebbe essere stata mal consigliata nell'acquisto. Occorre trovare una soluzione secondo le regole del nostro ordinamento e della buona urbanistica. Nel nostro caso io spero che il Comune metta a disposizione un terreno adeguato, facendo anche una permuta, se occorre».

Infine, un auspicio: «Si chiuda la polemica dispettosa e fuorviante e si affermino i principi costituzionali e ciascuno, come accade nelle democrazie occidentali, evolute, libere e civili, possa pregare il proprio dio in luogo adeguato e senza alcun dispetto».