È morto l'ultimo sopravvissuto del bombardamento di Montecassino, il notaio Fernando De Rosa. Si era rifugiato con la sua famiglia a Montecassino nell'inverno del 1944, nella convinzione che nessun esercito avrebbe osato assaltare il glorioso monastero. Purtroppo, come è noto, non andò così. La sua vita e la professione lo ha portato a Pescara ma i suoi racconti e la sua testimonianza, raccolta nel libro "L'ora tragica di Montecassino" lo ha tenuto sempre legato alla nostra città.

«È fondamentale - dice il sindaco Enzo Salera - ricordare queste grandi personalità che hanno vissuto e raccontato momenti tragici ma di fondamentale importanza storica e grazie al lavoro del Centro Documentazione Studi Cassinati, che tiene viva la memoria e i rapporti con coloroche hanno vissuto avvenimenti storici centrali nella vita di Cassino oltre che a Roberto Vettese per la foto».

Il libro "L'ora tragica di Montecassino" è, appunto, il diario di un sopravvissuto. Per una sessantina di anni l'autore aveva conservato una sorta di diario scritto nel secondo semestre del 1943 e nel primo del 1944 quando la sua vita e quella della sua famiglia era stata sconvolta e travolta dal passaggio del fronte di guerraa Cassino.

Una vita trascorsa fin lì in una più o meno tranquilla e laboriosa Cassino dei primi anni di guerra ancora non soggetta a bombardamenti fino al 10 settembre 1943. Poi per sfuggire agli attacchi aerei sempre più distruttivi, i De Rosa sfollarono nelle zone circostanti fino a farsi profughi nell'abbazia di Montecassino erroneamente considerata, come per tante altre persone, inviolabile e sicura.