Sotto l'albero la fusione tra Fca e Peugeot. Dopo il via libera della casa automobilistica francese, in giornata dovrebbe arrivare la definitiva fumata bianca e, quindi, la sigla dell'intesa. Ieri il consiglio di sorveglianza del gruppo Psa ha approvato il memorandum d'intesa che spiana la strada all'accordo con Fca. Il memorandum avvia un anno di trattative tra i due gruppi per arrivare alla fusione alla fine del 2020. Dalla fusione, che vale 50 miliardi, nascerà il quarto gruppo mondiale dell'auto.

La nuova società sarà paritetica 50% Fca e 50% Psa (la holding Exor al 14,5%, mentre lo Stato francese, la famiglia Peugeot e il socio cinese Dongfeng Motor avranno il 5,9% ciascuno), avrà sede in Olanda e sarà quotata a Milano, Parigi e Wall Street. Le sedi operative saranno a Torino, Parigi e Auburn Hills. Alla guida del gruppo ci saranno Carlos Tavares, amministratore delegato e John Elkann, presidente. Il consiglio di amministrazione sarà formato da cinque rappresentanti dei soci Psa e cinque dei soci Fca. ATavares è affidato un mandato di 5 anni.

Intanto, oltre che il coordinamento dei sindaci italiani delle città sedi di stabilimenti Fca, anche Confindustria chiede al Governo la convocazione di un tavolo dell'automotive. «È vero che l'orizzonte del piano è il 2030 dicono gli industriali -.
Ma per raggiungere qualche obiettivo è necessario partire subito. Contiamo a questo punto su una convocazione a gennaio». Buone notizie giungono anche dal sito pedemontano: i motori della fabbrica non si spegneranno domani, bensì venerdì alle 14: è stato difatti revocata la cassa integrazione sul primo turno del 20 dicembre. Poi si tornerà nello stabilimento il 14 gennaio.