Cucchi bis, atto terzo. I carabinieri Massimiliano Colombo e Francesco Di Sano, imputati nel processo sui presunti depistaggi che sarebbero seguiti alla morte del geometra romano per occultarne i motivi, hanno annunciato di volersi costituire parte civile nei confronti di due superiori, tra cui anche il colonnello Soligo, ex comandante di Pontecorvo. Con più precisione, l'ufficiale a capo della Compagnia della città fluviale dal 2001 al 2003.

Secondo l'accusa ora mossa dai due militari, sia Luciano Soligo che Francesco Cavallo avrebbero impartito gli ordini che avrebbero così permesso di apportare modifiche agli atti.
«Non sapevamo del pestaggio né del depistaggio, dopo Cucchi le vittime siamo noi» hanno ribadito ieri all'uscita dall'aula i militari che hanno annunciato la costituzione di parte civile.
I due militari avrebbero poi indicato una "strana insistenza"nel la richiesta di eseguire gli ordini. Ma hanno anche ribadito che allora non erano a conoscenza di nulla. «Oggi sappiamo tutto e per questo abbiamo deciso di costituirci parte civile» hanno sottolineato ancora.

Le ipotesi del nuovo processo
Per il processo Cucchi bis, in primo grado lo ricordiamo un mese fa sono stati condannati a 12 anni per omicidio preterintenzionale Raffaele D'Alessandro e Alessio Di Bernardo, militare che ha prestato servizio nella Compagnia di Cassino per dieci mesi fino alla sospensione nel febbraio del 2017. Assolto dalla stessa accusa Francesco Tedesco, condannato per falso a due anni e 6 mesi insieme a Roberto Mandolini (per lui 3 anni e 8 mesi). Per le nuove ipotesi, quelle legate al depistaggio sulla morte di Stefano Cucchi arrestato il 15 ottobre del 2009 e deceduto una settimana dopo al Pertini di Roma sono imputati in tutto otto carabinieri, compreso il comandante Casarsa che all'epoca dei fatti guidava il Gruppo di Roma.

Le accuse vanno dal falso all'omessa denuncia. La scelta dei due militari di volersi costituire parte civile rappresenta di fatto un altro colpo di scena. Secondo i legali dei due carabinieri, entrambi erano dei sottoposti: il loro compito, solo quello di eseguire gli ordini. «L'ordine fu dato da chi insistendo sulla modifica sapeva qualcosa di più» ha spiegato ancora uno dei due avvocati. «Adesso non parti e modifichi l'annotazione di servizio» avrebbe detto il tenente colonnello Soligo a Di Sano, sempre secondo quanto riferito dal suo legale. Di Sano avrebbe anche raccontato che «quel giorno in cui eseguì la modifica era in partenza per la Sicilia, ma fu contattato da Soligo affinché prima eseguisse la modifica richiesta». Elementi, questi, che saranno oggetto del dibattimento in corso.

Oggi, però, c'è una differenza sostanziale grazie anche alla nuova linea dettata dal comandante dell'Arma, il generale Giovanni Nistri. Sia l'Arma che i vari Ministeri sono al fianco della famiglia Cucchi: un cambio di passo prima impensabile. «Un segnale estremamente importante che dedico a tutti coloro che per tutti questi anni -ha dichiarato Ilaria Cucchi, sorella di Stefano - hanno voluto far credere che ci fosse una battaglia tra famiglia Cucchi e Arma dei carabinieri».