Anche se migliora la qualità dell'aria di Frosinone, si continua a combattere su ogni fronte per mitigare gli effetti delle polveri sottili. Un effetto sul quale pesano grandemente i riscaldamenti domestici.

Già un rapporto dell'Ispra, per il periodo 2005-2015, ha illustrato la crescita dell'impatto dei riscaldamenti domestici sulla produzione di Pm10 dal 29 al 56%, mentre l'incidenza del trasporto su strada è scesa dal 41 al 27% e quella dell'industria dall'11 al 10%. Ecco allora perché la notizia - diffusa ieri - secondo la quale il 70% delle caldaie domestiche di Frosinone è irregolare assume un significato ben preciso. I controlli effettuati dall'Apef per conto del Comune di Frosinone hanno evidenziato, tra le altre cose, che su 600 controlli in 386 è emersa una irregolare manutenzione.

«Per quanto impopolare è una misura necessaria - commenta Francesco Raffa presidente provinciale di Legambiente - Abbiamo sempre sostenuto che il riscaldamento è una delle fonti primarie delle polveri sottili, altrimenti non si spiegherebbe questa ciclicità così precisa che coincide con i mesi in cui sono accesi i riscaldamenti».

Sotto accusa anche gli impianti datati. «Soprattutto - osserva Raffa - ci sono molte caldaie di impianti pubblici che vanno a gasolio: un cambio del combustibile è assolutamente indispensabile». Legambiente invita ad evitare gli abusi. «Penso alle caldaie centralizzate che per riscaldare due ambienti riscaldano più stanze - prosegue Raffa - O agli uffici con il riscaldamento al massimo e le finestre spalancate».

Sotto accusa cattive abitudini e difetti di costruzione. «Di solito mettiamo i termosifoni nella posizione più sbagliata in assoluto che è sotto la finestra dove il calore si disperde molto facilmente - prosegue il presidente di Legambiente - Bisogna evitare di coprire i termosifoni (molto spesso lo facciamo con le tende) e pannellare il retro del termosifone così da buttare il calore in avanti e far fruttare al massimo il calore prodotto. In termini di dispersione i nostri edifici sono di qualità molto bassa.

Moltissimi edifici in fase di compravendita sono classificati con la categoria G, che è la peggiore in efficienza termica. Come misura a lungo termine ci vorrebbe nel regolamento comunale edilizio qualche previsione di questo punto di vista. A livello di governo centrale si è fatto molto con le detrazioni fiscali che arrivano a superare il 50% per le cappottature degli edifici. A Roma molti condomini stanno procedendo alla cappottatura di interi edifici. Una misura rinviata più volte è il termostato ambiente a ogni singolo radiatore in modo da poter differenziare la temperatura tra le varie stanze. quelle che si riscaldano più facilmente hanno bisogno di meno potenza. Purtroppo l'architettura bioclimatica è poco sviluppata in Italia».

Quanto incidono i combustibili a biomassa? «Sono la bandiera nera per la produzione di Pm10. Capisco l'economicità, è la solita diatriba salute-economia. Il minor costo di produzione va a scontrarsi con questi problemi: il fattore economico prevale su quello ambientale e su quello legato alla salute».
Andrebbe ripensato il modo di costruire. «È un investimento che si può pensare a lungo termine per gli edifici nuovi. Per il riadattamento di edilizia che già esiste, prendendo in considerazione i benefici fiscali, si potrebbe fare senza grossi esborsi economici. Ci sono anche banche che offrono crediti rimborsabili».
Per Legambiente «i controlli vanno fatti. Ancora una volta penso debba prevalere la salute rispetto a qualsiasi altro parametro. Sono misure indispensabili a cui non si può fare nessun tipo di sconto».

Sabato le scuole sono chiuse. Serve? «Il riflesso sulla mobilità è molto modesto - conclude Raffa - l'attività amministrativa delle scuole di sabato è veramente modesta. Forse è un provvedimento più di facciata che di sostanza. Al di là di qualche open day saltato, con enorme disagio per le famiglie, che in mezzo alla settimana non possono».