Due ponti lamellari ancora chiusi dopo cinque anni: arriva anche la Rai. Mentre si attendono ancora i lavori per ripristinare i due passaggi in legno sul Liri, c'è chi protesta per il troppo tempo trascorso senza alcun intervento.

Si tratta dei ponti che nel 2014 furono chiusi per problemi strutturali: quello del parco San Domenico, intitolato alla famiglia La Posta, crollò parzialmente, fortunatamente di notte quando non c'era nessuno; per l'altro, il ponte Cristini che congiunge Lungoliri Cavour al quartiere di San Rocco, venne interdetto l'accesso ai pedoni solo qualche giorno dopo il crollo del ponte gemello che tanto preoccupò i cittadini che avevano segnalato dei rumori strani provenire dalla passerella di legno del ponte, nel cuore di Sora.

Due chiusure che hanno lasciato l'amaro in bocca a chi utilizzava quotidianamente quei ponti per attraversare il fiume. A San Domenico il ponte portava al parco che proprio nei mesi scorsi è stato riqualificato dal comitato di quartiere che tanto si è adoperato per rendere l'area vivibile e accogliente, ma il ponte non c'è. Situazione diversa a San Rocco, dove la struttura faceva da collante con due realtà cittadine.

«Ora c'è degrado, abbandono, qui succede di tutto la sera - racconta un residente della zona - È nata una nuova associazione qui a San Rocco che tanto sta facendo per ridare dignità al nostro quartiere, ma se fosse riaperto il ponte e collocate delle telecamere per controllare cosa avviene qui, allora sì che sarebbe un bel passo da parte del Comune che ci parla di soldi stanziati, ma gli operai non li vediamo». I residenti, l'associazione, i commercianti vorrebbero infatti che il ponte Cristini, che si prestava anche per scattare foto e selfie per via della sua posizione strategica lungo il fiume, nel tratto in cui il Liri si snoda attraverso il centro della città, a due passi dall'antico rione di Canceglie, venisse riaperto. Dovranno aspettare ancora.