Una serrata in piena regola. Negozi chiusi, insegne spente in via Moro contro l'isola pedonale. Una trentina le attività che hanno aderito alla protesta ieri sera a partire dalle 19.
I promotori hanno evidenziato la compattezza, l'adesione massima tra i negozi di proprietà, mentre le grandi catene sono rimaste aperte.

Passeggiando per via Moro ieri sera molti sono stati i cittadini colti di sorpresa. L'iniziativa si è divisa in tre blocchi. Dall'inizio dell'isola pedonale fino allo Shake bar in pratica hanno aderito tutti, da lì in poi erano molti i negozianti che sono rimasti aperti, poi, nel tratto finale, erano più i locali chiusi rispetto a quelli aperti. C'è chi ha scelto di abbassare le serrande, chi ha spento solo le luci o le insegne, c'è pure chi ha chiuso lasciando l'insegna accesa. Insomma, una protesta varia accompagnata dal rifiuto in blocco dell'isola pedonale.

Diversi i cartelli affissi: "L'isola ci isola", "Chiusi come le strade", "Questo non è il dicembre che vogliamo". Il clima è surreale considerato il periodo natalizio.
I commercianti sostengono il crollo degli affari di sabato e domenica in confronto con l'anno precedente. «Non siamo riusciti a compattare tutti commentavano alcuni negozianti ma siamo tutti contrari. Questa è l'ultima botta». La controproposta è di sospendere l'isola pedonale nelle prossime due settimane e per i saldi ed estenderla da marzo fino ad aprile.

I negozianti chiedono un tavolo di concertazione e di valutare periodicamente la sperimentazione. Sostengono che durante la ztl si formano ingorghi lungo le strade vicine con la gente che, non riuscendo a parcheggiare, si dirotta verso i centri commerciali. Non si dicono contrari a priori all'isola pedonale. «Ma non dall'oggi al domani - commenta Mirco Medici-  bisogna dare un'alternativa». Chiedono che la gente si abitui progressivamente. Per questo Valerio Nardozi auspica l'avvio dell'isola pedonale a primavera. Poi, su Facebook contesta «l'indifferenza dell'amministrazione comunale di Frosinone nei confronti delle richieste dei commercianti di via Aldo Moro di rivedere l'intera pianificazione dell'isola pedonale. Noi siamo le vittime di questo esperimento fallimentare e stiamo pagando a caro prezzo».