Un temporary shop natalizio nei locali confiscati alla criminalità organizzata. Un modo diverso per festeggiare il Natale e dare la possibilità ai ragazzi del centro diurno di Caira di essere, ancora una volta, protagonisti. E sorgerà proprio nel bene confiscato nel quale, a breve, nascerà il palazzo della Cultura. Sarà inaugurato sabato alle 10.30 e resterà aperto fino al 6 gennaio.

Parla l'assessore
Una scelta ponderata e mirata che l'assessore Maccaro spiega così: «A prescindere dal temporary store l'obiettivo è quello di realizzare un luogo di aggregazione. Presto inizieranno i lavori per il Palazzo della cultura ma nel futuro ci sono tante idee. Pensando a questa iniziativa vorrei sottolineare una spetto fondamentale, non è carità, è una scelta solidale ed etica a fare la differenza.

Sicuramente a casa siamo tutti pieni di oggetti e regali arrivati per Natale e che sono destinati ad essere riciclati o a restare nelle scatole. Spero che si stia concludendo un decennio di crisi iniziato ormai nel 2009, ma questo dipende anche dalle scelte che facciamo e fare scelte di questo tipo significa promuovere l'inversione di tendenza. Basta regali inutili, facciamo un dono con un prodotto realizzato da una persona speciale e che rappresenta anche un'opportunità per l'autore».

La novità
All'interno del locale verranno esposti i prodotti realizzati dai ragazzi del centro diurno "Arcobaleno" di Caira, gestito dalla cooperativa L'Arca. Prodotti che potranno essere utilizzati per i regali di Natale in cambio di una donazione che andrà a sostenere le attività del centro.

«Sono davvero felice di poter avviare le prime attività in questi locali - dichiara il Sindaco Salera - a maggior ragione visto che si tratta di promuovere le attività dei ragazzi del centro Arcobaleno di cui andiamo orgogliosi. Con l'anno nuovo inizieremo i lavori di ristrutturazione, grazie a un finanziamento della Regione Lazio, di questo immobile che diventerà il Palazzo della Cultura: una moderna biblioteca dotata di sala multimediale, caffè letterario e che sarà un vero e proprio centro di aggregazione culturale per la nostra città».

Come è nata l'idea
Il locale, come detto, fa parte di un patrimonio immobiliare confiscato alla criminalità organizzata ed è nelle disponibilità del Comune di Cassino dal mese di marzo. «L'idea - racconta l'assessore Maccaro - è nata durante una pizza con i genitori dei ragazzi disabili che frequentano il centro Arcobaleno e intende rispondere alla necessità di avviare percorsi di inserimento sociale per gli utenti.

Lavoreremo affinché questa esperienza possa diventare permanente con l'apertura di un negozio destinato alla vendita di prodotti realizzato da tutte le cooperative sociali che realizzano prodotti grazie al lavoro di soggetti svantaggiati. Oltretutto, visto il locale che abbiamo scelto di utilizzare, oltre che un'azione di promozione della solidarietà diventa anche di educazione alla legalità».

Attività a 360°
Quello che può sembrare il gesto più facile del mondo per qualcuno, per un altro può rappresentare una vetta da scalare per chi vive quotidianamente una disabilità. Ma nel centro diurno Arcobaleno si lavora anche per scalare quella montagna e piazzare una bandierina su quella agognata vetta.

«L'idea è quella di preparare i nostri ragazzi a "vivere" nel mondo - ha spiegato Mario Nardoianni, della cooperativa Arca - Alcuni di questi ragazzi per età, per esigenze o per svariati altri motivi potrebbero non frequentare più il centro. Abbiamo fatto una valutazione dei ragazzi che, nonostante qualche disabilità, possano essere in grado di "imparare" a vivere in maniera quanto più autonoma possibile».

Così una dozzina di ragazzi ha preso parte a questo progetto, sono stati accompagnati al supermercato, dove hanno fatto la spesa da soli, comprando prodotti utili al centro, da consumare in compagnia, alla posta, al bar, in giro per il centro, e a passeggiare lungo la pista ciclabile. Un impegno a 360° per le famiglie e gli operatori che però fa la differenza.