Da qualche settimana la vita amministrativa del paese è segnata da una polemica che vede l'opposizione di "Insieme per cambiare" attaccare il sindaco Luigi Rossi e la sua maggioranza in merito alla eventuale concessione del contributo economico elargito dalla Regione Lazio da concedere a quei soggetti che hanno ricevuto danni dalle copiose piogge del 29 e 30 ottobre 2018. In un'interpellanza al sindaco, "Insieme per cambiare" chiedeva quali fossero i motivi che hanno determinato la mancata pubblicazione dell'avviso dell'ordinanza del capo dipartimento della Protezione civile numero 558 del 15 novembre 2018 e, inoltre, chiedeva quali fossero le azioni che l'amministrazione intendeva intraprendere a tutela degli aventi diritto e privati della possibilità di chiedere il contributo, quindi i motivi per i qualila stessa non avesse presentato un piano di investimenti per la difesa idraulica.

All'attacco mosso dall'opposizione si è aggiunto quello di Diego Tortolani del circolo "Pensare democratico" che, per gli stessi motivi, ha scritto al commissario delegato agli eventi calamitosi della Regione Lazio, Carmelo Tulumello, il quale in risposta a una segnalazione di Tortolani affermava di aver "chiesto al Comune di Villa Latina chiarimenti in merito all'istruttoria da quest'ultimo condotta per determinare i finanziamenti ammissibili a seguito degli eventi eccezionali del 29 e 30 ottobre 2018". Nella lettera, inoltre, Tulumello chiedeva di "relazionare in merito al rispetto delle linee guida, con particolare riferimento al possesso del requisito della residenza nel comune da parte degli istanti e alla condizione di esistenza dell'attività produttiva al momento dell'evento calamitoso".

Insomma, un fuoco di fila diretto verso piazza Umberto I che però non scalfisce più di tanto l'amministrazione Rossi che, anzi, si dice affatto preoccupata e anticipa che porterà l'argomento in consiglio comunale dove risponderà per le rime a chi la accusa senza motivo. Sempre dal Comune fanno sapere che le richieste di finanziamento arrivate erano irricevibili, rispondendo così agli uffici regionali e tacitando le furenti polemiche sollevate sulla questione.