Il giorno dopo la comunicazione da parte della prefettura della sospensione del decreto che autorizza l'uso degli autovelox su alcune strade della provincia, c'è stata la levata di scudi da parte dei sindaci destinatari del provvedimento.

«La decisione - ha detto il sindaco di Veroli Simone Cretaro - ci ha lasciato alquanto sorpresi. Non ce lo aspettavamo e ci avrebbe fatto, certamente, piacere avere un dialogo preventivo con la prefettura così come accade regolarmente per altre questioni. Questa volta non è avvenuto, ci dispiace, ma auspichiamo di poter riaprire il canale di comunicazione per addivenire alla revisione di un atto che ci crea non pochi problemi».

Problemi che riguardano principalmente il profilo contabile della gestione dell'ente, considerato che le poste derivanti dai proventi delle multe sono state inserite nel bilancio di previsione che viene approvato, in base a quanto disposto dal Tuel, entro il 31 dicembre di ogni anno.

«Adesso - prosegue Cretaro - dovremo vedere come gestire questa criticità, dal momento che negli esercizi a venire non potremo più considerare questa voce, se non interverranno ulteriori novità. I Comuni non vogliono fare cassa con le multe, ma va da sé che, oggi come oggi, in un'epoca di continui tagli dei trasferimenti da parte degli enti sovraordinati, anche gli incassi delle multe diventano una voce importante».

E ora cosa succederà? «Abbiamo chiesto un incontro al prefetto - ha concluso Cretaro - e speriamo che ciò possa avvenire a breve. In ogni caso, dopo aver studiato le motivazioni del provvedimento, che comunque ad una prima lettura ci sembrano alquanto generiche, formalizzeremo una istanza di revoca in autotutela alla prefettura. Se necessario adiremo la via giudiziaria con un ricorso al Tar».

Più o meno sulla stessa lunghezza d'onda anche il primo cittadino di Acuto Augusto Agostini che parla di una decisione «inopportuna e non condivisibile nel merito per le motivazioni addotte dal decreto, ma anche nel metodo. Potrebbero esserci anche per noi ripercussioni in bilancio. Ovviamente questa situazione, insieme ai colleghi sindaci interessati, ci vedrà insieme per cercare di trovare una strada da percorrere nelle sedi competenti».

Antonio Iannetta, sindaco di Belmonte Castello, si augura «una revisione perché lo strumento è utile come deterrente per gli indisciplinati della strada. Il nostro Comune non fa cassa con le multe. Per noi il disagio dal punto di vista contabile è relativo. Mi sentirò con gli altri sindaci per capire se ci sono margini per un'azione comune costruttiva e di dialogo con la prefettura e non di contrapposizione».

Diverso il discorso per Ferentino. Dal Comune, per il tramite della polizia locale, fanno sapere di non avere ricevuto il provvedimento prefettizio. La prefettura non ha mai, infatti, rilasciato alcun nulla osta per quell'impianto, che funziona, invece, in forza di una autorizzazione dell'ente proprietario della strada.

Autorizzazione che sarà in vigore fino al 31 dicembre dell'anno in corso. Non è da escludere che potrebbe non essere rinnovata, per cui dal 1º gennaio 2020 anche l'autovelox posizionato nel territorio del comune di Ferentino potrebbe non funzionare. In ogni caso, da Ferentino, si «invita comunque l'utenza, e indipendentemente dalla presenza di strumentazioni di controllo, al rispetto dei limiti di velocità insistenti e imposti dagli enti proprietari delle strade, resi visibili con opportuna segnaletica stradale».

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