La commissione ambiente ha dato il via libera al regolamento sulle foto trappola per incastrare i furbetti della differenziata. Si tratta di una serie di telecamere che verranno posizionate in varie zone della città. Ma trattandosi di dispositivi mobili potranno essere spostate di volta in volta: verranno ovviamente preferiti in una prima fase i siti sensibili, ovvero quelle strade finora spesso meta dei furbetti della differenziata per scaricare i rifiuti in strada.

Le telecamere sono a disposizione del Comune già dalla primavera del 2016, ovvero negli ultimi mesi dell'amministrazione Petrarcone grazie a un progetto voluto da Riccardo Consales, "padre" della differenziata che, in qualità di assessore, riuscì a ottenere i dispositivi. Ma a seguire durante l'amministrazione D'Alessandro non è mai stato varato il regolamento per la privacy, dunque finora non sono state quasi mai attive le telecamere.

Il regolamento varato dalla commissione sarà discusso nel corso del prossimo Consiglio comunale e, quindi, agli inizi del 2020 entreranno in funzione. E sempre a proposito di telecamere, fanno discutere quelle posizionate in città per le zone a traffico limitato: mancano ancora i pannelli luminosi che indicheranno come e quando la Ztl sarà attiva, intanto il provvedimento preoccupa i commercianti.

Martedì mattina una delegazione di negozianti del centro si è recata in Comune chiedendo un incontro al sindaco e all'assessore perché preoccupati per il provvedimento. Salera spiega che non si tratta di dispositivi fissi che bloccano l'ingresso in centro ma che saranno attivi solo in particolari periodi.

Soprattutto quando il livello delle polveri sottili raggiungerà livelli record. E, a dire il vero, il livello di guardia è già alto: nel corso del 2019 sono stati 43 i giorni di sforamento del valore delle Pm10. La legge consente uno sforamento fino ad un massimo di 50 giorni, quindi onde evitare sforamenti bisogna intervenire subito. Non è escluso che un blocco alla circolazione possa esserci già durante le festività: proprio questo temono gli esercenti, per questo hanno manifestato in Comune tutta la loro contrarietà.