Offese social al sindaco, condannato un professionista accusato di aver denigrato il primo cittadino, il suo vice Risi e altre persone che non è stato possibile identificare. La querelle nasce secondo gli inquirenti da scelte gestionali e politiche non condivise.

Era stato lo stesso Mazzaroppi (nell'inverno del 2015) a motivare la sua decisione di aver denunciato sei persone. Attacchi, ingiurie e offese sui social: ben oltre la critiche o la satira politica. Quelle affidate a Facebook si sarebbero rivelate vere e proprie offese, sia di carattere personale che morale.

«Per fronteggiare l'ennesima aggressione diffamatoria e calunniosa su internet - aveva spiegato in quell'occasione il primo cittadino aquinate - siamo stati costretti a presentare una denuncia all'autorità giudiziaria». A giudizio (nel 2016) era stato rinviato l'ex direttore del polo museale, Angelo Nicosia, chiamato a rispondere di per rispondere di diffamazione pluriaggravata. Ieri condannato a 2.000 euro di ammenda. La difesa del professionista ha già annunciato appello.

A rappresentare invece il sindaco e il suo vice, l'avvocato Mosè de Rubeis e lo studio Ranaldi. «Non gioisco mai di queste cose ma la sentenza di ieri a carico di Nicosia credo che possa indurre a una riflessione: l'uso distorto dei social non fa bene agli autori e neppure a chi lo riceve. Ma non fa bene neppure alla morale, alla società e all'etica. Questa sentenza credo che abbia un alto valore educativo e sociale: rappresenta una "diga", un margine di sicurezza-  ha dichiarato Mazzaroppi - Quando operiamo, noi amministratori lo facciamo per il bene comune. Le critiche sono ben accette, gli insulti -oltremodo sui social non sono contemplati».

I precedenti
Le offese social non sembrano risparmiare proprio nessuno. Diversi i casi anche nel Cassinate, poi finiti in aula: dai due dentisti di Castrocielo, apostrofati l'anno scorso da un paziente non proprio soddisfatto come "truffatori" e "delinquenti" su Facebook insulti costati al paziente una condanna a sei mesi di reclusione, pena sospesa all'ex sindaco di Cassino D'Alessandro. Era il 2017 e proprio in merito alla stretta data dall'ex primo cittadino per contrastare la prostituzione, i commenti e le frasi sul web avevano superato di gran lunga qualsiasi critica politica.