Il titolo del convegno "Se fa male non chiamarlo Amore" racchiude i tratti salienti dell'intenso incontro che si terrà venerdì alle 15 nell'aula di Corte d'Assise di Cassino. «La violenza più diffusa nel nostro Paese è quella intrafamiliare che è anche quella più dolorosa, perché arriva da chi dovrebbe amarti e ti colpisce quindi anche al cuore.

Non solo fisicamente ma anche moralmente, psicologicamente ed economicamente» spiegano gli organizzatori. È la sezione di Cassino dell'Ami (l'Associazione matrimonialisti italiani) a fare il punto sulle norme che tutelano le vittime di violenza di genere. Dati che verranno presentati nel convegno "Se fa male non chiamarlo amore - Luci ed ombre del Codice Rosso e della rete".

«I lavori del convegno dell'Ami - spiega l'avvocato Clino Pompei presidente dell'Ami di Cassino - analizzeranno il fenomeno che, a mio parere, rappresenta la vera emergenza nazionale dei delitti intrafamiliari e dei reati che vengono commessi in rete. Tali condotte, penalmente rilevanti, generano gravi danni sulle famiglie e sui minori.

Verranno trattati da illustri relatori sotto diversi profili: gli istituti giuridici che maggiormente interessano la materia del diritto di famiglia, il diritto penale, gli aspetti sociologici e psicologici». Interverranno le massime cariche istituzionali del tribunale di Cassino, l'Ordine degli Avvocati con il suo presidente Giannichedda insieme ad altri magistrati, avvocati, funzionari di pg e psicologi. Presenteranno il libro "Codice Rosso" gli autori: l'avvocato Gian Ettore Gassani, presidente nazionele Ami e il magistrato Valerio de Gioia. Come moderatori Roberta Nacci, avvocato del Foro di Cassino, e Gianluca Giannichedda.

«È anche importante fare più informazione con le donne perché molte non conoscono i loro diritti. Solo per fare un esempio - continua Pompei - molte non sanno che hanno diritto a 90 giorni di congedo nell'arco di tre anni se sono vittime di violenza o che possono chiedere l'accesso del patrocinio gratuito a carico dello stato a prescindere dalla propria condizione economica».

In questa fotografia, anche le nuove norme, come il "Codice rosso", una legge entrata in vigore dal 9 agosto che ha «aumentato i livelli minimi e massimi per le sanzioni previste nei tipici reati di violenza, in particolare per i maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale e violenza di gruppo. Ha velocizzato il procedimento penale per i reati di maltrattamento in famiglia, stalking e violenza sessuale».