Ha trovato la morte sulla Maiella nel tentativo di salvare l'amico. Da una prima ricostruzione della tragedia sembra che a cadere in un dirupo per primo, a 2.500 metri di quota, dopo esser scivolato su una lastra di ghiaccio, sia stato il dermatologo abruzzese Gianpiero Brasile, cinquantotto anni, originario di Lanciano. Antonio Muscedere, lo stimato barbiere di Broccostella di cinquantacinque anni, nel tentativo di salvarlo, ha purtroppo anche lui trovato la morte precipitando nel dirupo.

Due vite spezzate violentemente, legate da un beffardo destino che non ha lasciato scampo ai due amanti della montagna che conoscevano bene le sue insidie, ma che stavolta non hanno fatto ritorno a casa insieme alla comitiva di amici con cui erano andati a scalare sul grande massiccio abruzzese. E mentre si attende di conoscere l'esatta ricostruzione della tragedia, domani si terrà l'ultimo saluto all'escursionista postese.

La cerimonia funebre è fissata alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Broccostella. La salma di Antonio, originario di Posta Fibreno, arriverà intorno alle 11.30 a cura della ditta funebre "2 Petitta". La camera ardente è stata allestita all'ospedale Santo Spirito di Pescara dov'è giunta domenica. In tanti parlano di una "montagna traditrice" che stavolta ha colpito due scalatori esperti. Antonio, chiamato da molti Tonino, lascia la moglie e due figli e due comunità che ne piangono la tragica scomparsa. Oltre alle parole di sentita vicinanza espresse alla famiglia dai sindaci di Posta Fibreno Adamo Pantano e di Broccostella Domenico Urbano, anche tanti amici del barbiere con la passione della montagna hanno voluto rendergli omaggio.

«Era una persona per bene, gli piaceva fotografare i paesaggi, era bravo ricorda con commozione un amico Aveva la passione per la montagna che l'ha portato anche a raggiungere traguardi importanti. A Broccostella, dove è molto conosciuto, non era solo il nostro barbiere ma l'amico di tutti, sempre aperto al dialogo e dall'instancabile sorriso. La sua morte fa male a tutta la nostra comunità. Siamo vicini alla sua famiglia».