Il consiglio dell'ordine degli avvocati contro l'avviso pubblico per l'affidamento degli incarichi a legali esterni da parte dell'Asl di Frosinone. Il consiglio presieduto dall'avvocato Vincenzo Galassi ha chiesto all'azienda sanitaria di togliere dal regolamento alcune clausole con particolare riferimento alla rotazione degli incarichi e all'equo compenso.

Tra le clausole finite nel mirino degli avvocati frusinati c'è il requisito, previsto dal bando, «di aver patrocinato negli ultimi cinque anni aziende sanitarie pubbliche o private in almeno dieci procedimenti di qualunque natura (civile, lavoristica, tributaria, amministrativa e penale)». Per il consiglio dell'ordine tali requisiti si traducono «in una sostanziale limitazione degli avvocati del foro di Frosinone, in considerazione del fatto che gli incarichi degli ultimi anni sono stati conferiti, nella maggior parte dei casi, ad avvocati di altri fori».

Per gli avvocati frusinati, infatti, «l'esperienza maturata nei vari campi (incluso quello amministrativo e penale) non può essere necessariamente collegata a pregresse difese in favore dell'azienda».

Altro punto contestato dell'avviso pubblico è relativo ai compensi per i professionisti. Il consiglio contesta che non si preveda «un aumento dell'onorario a fine causa quando l'avvocato incaricato difenda una parte contro più parti aventi la stessa posizione processuale», quando l'avvocato «difenda più persone con la stessa posizione processuale», in caso di domiciliazione e, in caso di sentenza favorevole per l'Asl, per l'attività di recupero delle somme. Per gli avvocati queste ultime clausole «comportano di fatto una riduzione del compenso al di sotto del minimo». Da qui la richiesta all'Asl di rivederle e l'invio del documento all'osservatorio per l'equo compenso presso il Consiglio nazionale forense.