Il dibattito sulla moschea a Frosinone diventa un sondaggio su Facebook. E, alla fine,a vincere, con quasi il 60%dei votanti, sono i favorevoli alla realizzazione del luogo di culto.
A promuovere l'iniziativa è il gruppo "Frosinone mi piace". Non è stato un vero e proprio sondaggio in senso tecnico (il campione non è stato selezionato, poteva votare chiunque) ma è comunque significativo del clima che in città si respira da quando si è cominciato a parlare del trasferimento dell'attuale moschea da via Maria in viale America Latina con annesse ipotesi alternative (via Fabi, zona aeroporto, Selva Piana o Colle Cottorino) quando si è capito che quell'idea andava a scontrarsi con troppi ostacoli burocratico-amministrativi.

Per cinque giorni  - gongola lo staff di Frosinone mi piace - sono state raggiunte 11.000 persone con circa 1.600 votanti (58%% i sì pari a 949 persone, 42% e 679 persone i contrari) e quasi 190 commenti a ieri pomeriggio.

«Al di là della vittoria del fronte del sì - si legge sulla pagina Facebook del gruppo - quel che è risultato evidente è stata soprattutto la spaccatura della città su questo tema.
E la misura di questa spaccatura, per motivi socio-culturali, etici, religiosi e persino urbanistici, è stata certificata non tanto dai numeri, ma soprattutto dall'animosità dei commenti emersa spesso nel dibattito».

Il referendum, se di referendum si può parlare, si scontra per prima cosa con un punto fermo che è la libertà di culto garantita dall'articolo 19 della Costituzione, ma non solo.Sul sito osservatoriodiritti.it l'avvocato milanese Luca Bauccio ha affermato a chiare lettere: «l'articolo 19 della Costituzione e l'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, dicono di fatto la stessa cosa. Quindi è indubbio che nessun amministrazione potrebbe dire mai no alla moschea. Perché compirebbe un attentato contro la Costituzione, andrebbe contro la legge». Sull'iniziativa di Frosinone mi piace è intervenuto il presidente dell'Anolf Cisl Abdelhafidh Oussaifi per dire che «il diritto delle minoranze va garantito e va tutelato con il rispetto delle leggi come sancito dall'Onu e non va messo a sondaggio popolare. Spero che la ragione e il buon senso prevalgano sul rifiuto del diverso a prescindere».

Resta il fatto che, come per altri temi quale i rifiuti, anche per questo vale la teoria del Nimby. Tutti sì a prescindere, a patto che non sia sotto casa.
Invece c'è una presa di posizione per il no da parte di Sergio Arduini, segretario provinciale di Destra Sociale in Fratelli d'Italia: «Solo Fratelli d'Italia dal 14 aprile di ha indetto una raccolta firme contro l'eventuale costruzione della moschea in viale America Latina, raccogliendo fino adesso oltre 3.000 firme di cittadini. Anche il nostro circolo provinciale di Destra Sociale partecipa alla raccolta firme ed è assolutamente contrario alla realizzazione della moschea sia in viale America Latina, sia in altri luoghi di questo comune, anzi, per essere ancor più chiari ed espliciti com'è da nostro costume nelle affermazioni, in nessun altro luogo della provincia. Non abbiamo e non vediamo alcuna necessità in questa provincia di veder spuntare minareti. Visto il clima creatosi in città, riteniamo che l'unica soluzione che l'amministrazione possa prendere sia quella di un referendum cittadino».