Ore contante per i contenitori gialli della raccolta di abiti usati. Uno è stato già rimosso e presto la stessa sorte potrebbe toccare a tutti gli altri. La gente è stanca di avere sotto casa i cassonetti stracolmi che diventano piccole discariche, dove i soliti incivili depositano anche immondizia e altri scarti.

La campagna informativa svolta l'anno scorso dal Comune spiegava che erano ventisei i cassonetti per gli abiti usati dislocati sul territorio cittadino, gestiti da una cooperativa a cui è stato affidato il servizio. E nel manifesto era ben chiaro che si doveva inserire solo il sacchetto con gli abiti nella fessura della cassonetto e lasciare la busta una volta ruotato il cestello del contenitore. Era spiegato inoltre che bisogna "assicurarsi che il materiale cada all'interno". Regole che i cittadini più coscienziosi osservano con scrupolo, mentre gli incivili no.

Così vicino ai cassonetti gialli si trova di tutto, tanto che i residenti del quartiere Trecce hanno puntato i piedi chiedendo a gran voce al Comune di rimuovere il cassonetto.
«Era impensabile continuare ad avere sotto le nostre finestre una puzza terribile  - ha detto un residente di Trecce - Abbiamo riferito del problema al consigliere Massimiliano Bruni e così il mese scorso è stato tolto il cassonetto».

È stata la società Ambiente Surl, espressamente incaricata dal Comune, a rimuove il contenitore da Trecce e a portarlo all'ecocentro. «Noi abbiamo fatto quanto ci è stato chiesto dal Comune. Se serve, li possiamo anche togliere tutti», fanno sapere dalla municipalizzata. Sotto accusa è finita la coop che gestisce il ritiro degli abiti usati.
«Abbiamo scritto alla cooperativa e aspettiamo un confronto, una risposta rispetto all'andamento di quest'anno  - ha detto il vicesindaco Fausto Baratta, delegato all'ambiente - Le lamentele che ci arrivano sono tante. Se non giova alla città la presenza di questi cassonetti, allora che se li portassero via».