Disastro colposo, lesioni gravi o gravissime colpose e duplice omicidio colposo: queste le accuse contestate dalla procura di Velletri ai tre indagati per l'incendio del palazzo comunale di Rocca di Papa. A perdere la vita nel tremendo rogo furono il sindaco della città Emanuele Crestini e il suo delegato Vincenzo Eleuteri, oltre a numerosi feriti tra cui alcuni bambini.

Nel registro degli indagati, oltre al geologo incaricato dei lavori, furono iscritti anche due fratelli monticiani, ovvero i fratelli Emiliano e Norman Abballe, responsabile legale e tecnico della TecnoGeo che si era aggiudicata l'appalto dei lavori. A scatenare la terribile esplosione la rottura accidentale di un tubo del gas, danneggiato durante i carotaggi sulla pavimentazione. Gli operai di una ditta di Isernia a cui era stata subappalta l'opera avevano tentato, senza successo, di contenere la fuga di gas iniziale. L'incendio si è innescato all'interno del palazzo comunale, facendo crollare le tamponature interne e un muro esterno. Giovedì scorso si è tenuta l'udienza con l'incidente probatorio per chiarire le cause dell'esplosione prima del procedimento processuale.

«Per rispondere ai quesiti avanzati dalla difesa nella precedente udienza, il Gip di Velletri ha autorizzato una consulenza tecnica  -ha spiegato Nicola Ottaviani, tra gli avvocati della difesa - L'incarico è stato affidato all'ingegnere Mara Lombardi dell'università "Sapienza" che, analizzando cause prossime e remote del disastro, ha richiesto una proroga di novanta giorni perché allo stato attuale non in grado di elaborare una relazione esaustiva. Gli elementi al vaglio sono due. In primis il tempo trascorso tra la perforazione e lo scoppio. Se, come sembra, è intercorsa un'ora, ci si chiede perché la zona non è stata evacuata tempestivamente. In secondo luogo, la previsione del gestore Italgas (che si è dichiarata parte offesa del procedimento), che avrebbe dovuto vigilare in maniera accorta e preventiva sulla fuoriuscita del gas. Soprattutto stabile se il loro intervento poteva essere effettuato da remoto senza arrivare sul luogo». Proprio per le soluzioni non pervenute nell'udienza, il prossimo incidente probatorio è stato fissato per il prossimo 20 febbraio.